Gerry Scotti si confessa: “I miei genitori erano offesi perché non mi ero laureato”

Gerry Scotti
Gerry Scotti

Gerry Scotti e Rudy Zerbi a Verissimo

Sabato scorso su Canale 5 è stata riproposta l’intervista doppia a Verissimo di Gerry Scotti e il collega ed amico Rudy Zerbi. I due giurati di Tu sì que vales hanno parlato a lungo della loro carriera, ossia dalla gavetta fino ai grandi successi sul piccolo schermo. “Sono state esperienze bellissime di lavoro, che rifarei e che consiglio anche a mio figlio”, ha dichiarato il conduttore di Caduta Libera a Silvia Toffanin.

“Lui porta gioia, è così. Lui ha conosciuto il mio papà prima di me!”, ha dichiarato il professore di Amici di Maria De Filippi, parlando del pavese. “Ho avuto il piacere di lavorare con Davide Mengacci prima che lui lo conoscesse. Quando ho conosciuto Rudy non sapevo di questa parentela. Quando me l’hanno detto è stata una cosa davvero bella: due amici che sono poi padre e figlio è una bella carrambata!”, ha aggiunto il professionista lombardo.

L’aneddoto sul suo vero nome e sul soprannome

Intervistato da Silvia Toffanin per Verissimo, Gerry Scotti ha parlato anche della scelta del padre e della madre di chiamarlo Virginio. Quest’ultimo era il nome di un suo zio, quindi il conduttore Mediaset ha rivelato: “Stava molto male, sentiva di morire e come ultimo regalo ha chiesto ai miei di chiamarmi Virginio. Si usava nelle famiglie passarsi il nome”.

Il soprannome Gerry lo hanno scelto i suoi compagni di scuola mentre frequentava le medie. “C’era uno degli astronauti che si chiamava Virgil e la torre di controllo dall’America lo chiamava Gerry Gerry Gerry”, ha confessato il padrone di casa di Caduta Libera.

I genitori di Gerry Scotti offesi perché lui non si è laureato

Sempre nel salotto di Silvia Toffanin, il conduttore Gerry Scotti ha spiegato che si tratta di un soprannome (Gerry) che non è mai piaciuto a sua madre, ma lui si era abituato ed era diventato come un marchio di fabbrica. Il professionista pavese ha ricordato tanto i suoi genitori a Verissimo, confidando: “Erano offesi con me perché non mi ero laureato”.

Per completare il suo percorso di studi in giurisprudenza gli mancavano solamente un paio d’esami. “Io li ho tenuti per andare al militare. Sai che al militare ti avvicinavano se avevi due mesi alla laurea”, ha concluso l’ex dj.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!