Umberto Tozzi: “Fedez e Orietta Berti ridicoli”, poi l’affondo al Festival di Sanremo

Umberto Tozzi al veleno

Sembra proprio che Umberto Tozzi nella mattinata di mercoledì si è svegliato malamente. Il motivo? Intervistato dal magazine Rolling Stone, il no interprete di ‘Gloria’ ha attaccato in generale la musica dei giorni nostri.

Inoltre, ha criticato aspramente il Festival di Sanremo e nello specifico ha dato dei ridicoli a Fedez, Achille Lauro, Orietta Berti, Colapesce e Dimartino ed Ornella Vanoni. Secondo lui rei di aver collaborato insieme per qualcosa di ridicolo.

Le critiche contro Fedez e Orietta Berti

“La musica di oggi è ridicola, non emoziona, fa rumore. Cosa penso delle varie operazioni tipo Mille con Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti o Toy Boy con Colapesce e Dimartino insieme a Ornella Vanoni? Ridicoli”, ha fatto sapere Umberto Tozzi tra le pagine del periodico Rolling Stone. Il noto cantante subito dopo ha elogiato il Festivalbar, denigrando il nuovo Festival di Sanremo.

“La musica, televisivamente, a quei tempi aveva un grande seguito perché comunque c’era un’idea. Quella di Salvetti. Oggi la musica in tv non funziona, parliamoci chiaro, bisogna andare ad ascoltarla ai concerti. Sì, esiste Sanremo, ma come vedi non è più musica. È uno show televisivo, non c’entra niente la musica. Io direttore artistico? Mi boccerebbero subito. Io mi coinvolgo solo emozionalmente. E visto che secondo me la musica di oggi è ridicola non potrei e non saprei giudicarla”, ha detto l’interprete di ‘Ti Amo’.

Umberto Tozzi e la sua esperienza negativa al Festival di Sanremo

Per questo motivo Umberto Tozzi non tornerebbe più in gara al Festival di Sanremo, dopo l’ultima delusione ricevuto qualche anno fa. Intervistato dal magazine Rolling Stone, il cantante ha dichiarato che quella kermesse canora è una cosa per i ragazzi, per tentare di farsi una carriera.

“Io credo di aver già dato tanto. Non avevo nessuna intenzione di andare. Era l’ultimo anno in cui stavo in Warner. La casa discografica propose la canzone al festival di Bonolis. Gli editori la ascoltarono e dissero che piaceva moltissimo. Una presa per il culo: era solo per avere un nome che a loro interessava. Me l’hanno girata in modo tale da convincermi ad andare. Sono stato il primo escluso, probabilmente sbagliai io a partecipare. Il pezzo non era male”, ha detto il professionista.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!