Bitcoin e la scelta di El Salvador: si sta facendo la storia o no?

La più diffusa e conosciuta moneta digitale sta perdendo il 10% circa, mentre il presidente Bukele sceglie di continuare ad acquistare. Una situazione che sta facendo precipitare i rapporti con il Fondo Monetario Internazionale, anche se sia Ecuador che Paraguay stanno osservando con grande interesse la situazione, pronti a prendere spunto da questa idea.

Stiamo facendo la storia? È quello che si stanno chiedendo da parte tutti gli investitori che sono abituati a puntare su Bitcoin sfruttando piattaforme come Plus500. Una scelta rivoluzionaria quella di El Salvador, che potrebbe davvero passare alla storia come tante altre decisioni che hanno segnato la storia dell’umanità.

Il progetto che sta mettendo in atto la nazionale centroamericana, va detto, è ambizioso, dal momento che prevede l’introduzione della moneta digitale più famosa in tutto il mondo nei vari scambi commerciali interni. Un evento che gli economisti hanno spesso e volentieri deciso di ribattezzare come “disruptive”, ovvero di rottura rispetto alla linea seguita in passato. Anche per via del fatto che è abbastanza chiaro a tutti che tale progetto porterà a delle inevitabili conseguenze anche al di fuori del Paese di El Salvador.

El Salvador il primo Paese a fare una scelta così radicale

La reazione del mercato non è stata particolarmente entusiastica.infatti, il calo di Bitcoin ha raggiunto il 17% fino ad arrivare a 43050 dollari, toccando i livelli più bassi da una trentina di giorni a questa parte. Però, va anche detto che gli investitori sono soliti scontare in anticipo le dinamiche che emergeranno in futuro e, di conseguenza, si potrebbe anche pensare come le vendite attuali siano molto semplicemente il riflesso di tutte quelle prese di profitto che sono intervenute in seguito al rally che ha caratterizzato il mese di giugno.

Tra l’altro, è necessario anche mettere in evidenza come la decisione di El Salvador non è stata di sicuro improvvisa e inaspettata. Anzi, il presidente Nayib Bukele aveva già sbandierato ai quattro venti tale progetto nel corso dell’ultimo mese di giugno e in men che non si dica anche il Parlamento aveva garantito il suo placet, facendo diventare legge il progetto precedente.

Il mercato, ora, deve davvero fare i conti con una simile decisione. In base alla legge che è entrata in vigore ed è stata approvata dal Parlamento, quindi, sia gli operatori che i vari esercizi commerciali, dovranno per forza di cose accettare la criptovalute come mezzo di pagamento. Non solo, dal momento che tutti i vari prezzi che si riferiscono sia a prodotti che a servizi di ogni tipo dovranno essere proposti e visualizzati sia in Bitcoin che in dollari.

Una scelta che non è stata fatta a 360°

In effetti, c’è anche un pizzico di ipocrisia in una simile decisione e progetto di legge, dal momento che sia gli stipendi che le pensioni proseguiranno ad essere pagate normalmente in dollari. Il cittadino, invece, potrà accettare il pagamento con la ben nota criptovaluta, ma non potrà riceverlo.

Un atto di vera e propria cautela che è stata decisa dal Governo. Da cosa deriva? Molto probabilmente dal notevole scetticismo che è diffuso tra la popolazione in merito a tale provvedimento. In base a una ricerca che è stata realizzata parte dell’Istituto dell’Opinione Pubblica, addirittura il 66,7% della popolazione è convinto che la legge Bitcoin debba essere oggetto di abrogazione. Invece, il 65,2% non è assolutamente d’accordo sul fatto che il Governo vada a sfruttare i soldi dei cittadini per il finanziamento a questa nuova misura. Ormai, però, il Parlamento ha deciso, anche se in realtà è stata una mera formalità, dato che le forze filogovernative sono decisamente in maggioranza.

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