Perché i social media hanno avuto un’influenza sempre maggiore sulle squadre NBA negli ultimi anni?

Social media e sport: un fenomeno di portata tale da attirare l’attenzione degli esperti dei mass media e dei sociologi. E nessuno sport, come il basket professionistico Made in USA, è in grado di mostrare in modo così eclatante i cambiamenti che le piattaforme social hanno portato nel modo di vivere gli eventi sportivi.

Per quale motivo? Perché nessun’altra lega sportiva, come la National Basketball Association, è stata capace di sfruttare l’onda lunga della notorietà derivante dagli account ufficiali di Twitter, Instagram, Facebook e più recentemente anche di TikTok. Il risultato? Un giro di affari decuplicato per il movimento del basket e popolarità alle stelle per gli assi del parquet della NBA. Tanto che non c’è un solo giocatore di pallacanestro al mondo il quale non sogni un futuro a stelle e strisce.

Storie di emigranti di successo: gli stranieri in NBA

Il richiamo dei campi NBA è forte anche nel Vecchio Continente che da anni esporta autentici fuoriclasse alle squadre di basket professionistico di Oltre Oceano. Basti pensare a Giannis Antetokounmp: il greco, di origini nigeriane, è non solo la punta di diamante dei Milwaukee Bucks, ma anche MVP in carica.

Così come costellata di successi è anche la storia di tutti gli italiani in NBA da Dino Meneghin, il primo a tentare fortuna in America, passando per Marco Bellinelli (che nel 2014 si è aggiudicato, unico italiano finora ad oggi, la gara dei tre punti all’All Star Game), fino a Nicolò Melli approdato ai New Orleans Pelicans nel 2019.

NBA e social media: che numeri!

La NBA fa gara a sé soprattutto per il volume di numeri che muove sui social media, Twitter in testa. L’account ufficiale che cinguetta le novità della Lega di pallacanestro USA ha oltre 33 milioni di follower, il football americano della NFL (tanto per fare un paragone) ne ha 7 milioni in meno. Un altro indicatore significativo è il fatto che ben 33 giocatori NBA superano i 2 milioni di follower su Instagram, contro i 9 della NFL.

Una stella di successo globale come LeBron James (@KingJames) annovera quasi 50 milioni di follower su Twitter, ben cento volte la popolazione di Malta, surclassando da solo l’intera squadra dei Cleveland Cavaliers (3,2 milioni di follower).

Numeri che rendono l’idea del potere contrattuale che un atleta, molto popolare sui social, può mettere sul piatto: i giocatori NBA che sono maggiormente attivi sulle piattaforme social e che hanno più follower possono guadagnare più soldi indipendentemente dalla loro età e dalle loro prestazioni. Come veri e propri marchi di successo, i cestisti attirano con il loro seguito online aziende e multinazionali pronte a investire fior di milioni per una partnership commerciale.

Inoltre, la popolarità dei giocatori di pallacanestro è usata come volano anche per l’impegno sociale e per le buone cause. Gli assi all-time (come Michael Jordan, Kareem Abdul-​Jabbar, Shaquille O’Neal, Magic Johnson) e i nuovi astri che seguono la loro scia (come Kevin Durant, Stephen Curry e Lebron James) non soltanto rendono immortali e iconiche le schiacciate, i tiri in sospensione e i passaggi no-look, ma sono ammirati come modelli da imitare. Autentiche figure carismatiche in grado di orientare e smuovere l’opinione pubblica su temi rilevanti anche fuori dal rettangolo di gioco.

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