Lo scandalo affittopoli Roma sta costando al comune quasi 9 milioni di euro.

Nelle ultime settimane, il programma televisivo Le Iene si è concentrato sullo scandalo conosciuto come “affittopoli Roma“, che ha per oggetto appartamenti e locali commerciali della capitale di proprietà del comune affittati a prezzi stracciati. Il Campidoglio vuole infatti vendere più di 700 immobili di sua gestione, immobili che sono affittati a pochi euro al mese. Senza contare, poi, che molto spesso questi affitti non vengono nemmeno pagati, a volte a causa della mancanza di un contratto regolare.

Lo scandalo affittopoli Roma è nato quando il consigliere comunale Alessandro Onorato, intervistato dalla iena Filippo Roma, ha dichiarato di aver dovuto ricorrere all’aiuto dei Carabinieri per ottenere la lista degli immobili in svendita, in quanto fino a quel momento gli era stata negata, nonostante la legge ne imponga la pubblicazione  on-line. Dalla lista, fra l’altro incompleta, appare che l’89% degli inquilini sono all’interno degli stabili senza alcun titolo e che in tanti non pagano neanche quella quota irrisoria. In totale, il comune deve ricevere ben oltre 8 milioni e 800 mila euro di quote non ancora versate.

Affittopoli Roma: alcuni dei cittadini che godono degli affitti irrisori non li pagano nemmeno e spesso sono addirittura abusivi.
Affittopoli Roma: alcuni dei cittadini che godono degli affitti irrisori non li pagano nemmeno e spesso sono addirittura abusivi.

Le interviste fatte dal programma di Italia 1 sullo scandalo affittopoli Roma evidenziano il carattere di abusività di questi affitti. Una inquilina abusiva ha infatti spiegato come si è impossessata dell’appartamento: “Sono arrivate delle persone e ci hanno fatto entrare“.

L’inviato Filippo Roma ha inoltre intervistato il vicesindaco della capitale Luigi Nieri, che ha categoricamente negato l’assegnazione di quelle strutture da parte del comune, affermando che la lista completa degli appartamenti è stata messa on-line già da tempo rispettando le norme di legge, in modo da poter informare i cittadini in modo completo. Il vicesindaco ha poi precisato che se alcune informazioni non compaiono ancora nelle liste è solo perché il garante della privacy non ha permesso al comune di pubblicarle.

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