La notizia è di poco meno di un mese fa e arriva dall’America, il Paese dove molto attiva è la ricerca scientifica e dove le menti geniali vengono valorizzate e sostenute con fondi economici messi a disposizione da privati e da grandi industrie.

Si tratta di un giovane americano di appena 13 anni, il quale è stato capace di inventare una macchina economica per la scrittura in Braille al fine di aiutare tante persone non vedenti a leggere.

Il Braille è un sistema particolare di scrittura e lettura che utilizza dei punti in rilievo che la persona non vedente può, usando il tatto, riconoscere: lettere, parole, frasi.

Generalmente i macchinari che vengono utilizzati per la scrittura in Braille hanno un costo molto alto, intorno ai duemila dollari.

Il giovane americano, Shubham Banerjee, ha inventato un nuovo sistema di scrittura Braille più semplice, che si rifa all’equipaggiamento del Lego con il quale si costruiscono in genere dei robot.

Il sistema inventato dal giovane Banerjee e stato da lui stesso battezzato Braigo, dalla combinazione delle parole Braille e Lego. Esso lavora traducendo un testo elettronico in Braille e per scrivere è possibile utilizzare un computer o un’applicazione sul cellulare. Il costo di questo apparecchio e di soli 350 dollari. Un gran bel risparmio economico rispetto alle macchine Braille tradizionali.

Banerjee ha presentato il suo progetto alla fiera scolastica della scienza lo scorso anno, catturando l’interesse di tutta la Silicon Valley.

La grande industria tecnologica Intel ha deciso di investire alcuni fondi nel progetto di Banerjee e di produrre la sua macchina lo scorso mese di Novembre, senza però dare notizia relativamente alla cifra investita nel progetto.

Purtroppo i sogni costano, e anche il giovane Banerjee ha dovuto mettere in conto una spesa per poter realizzare la sua macchina. E’ stato il papà del ragazzo a mettere sul tavolo ben 35.000 dollari per far partire il progetto del figlio.

L’uomo, che lavora come ingegnere informatico alla Intel, ha detto di aver speso tutti quei soldi perché, in qualità di genitore, crede nell’idea del figlio e ha voluto dargli una possibilità per lanciarlo, con la speranza che le cose vadano bene, che il processo di produzione delle macchine inventate dal ragazzo abbiano un seguito e siano vendute sul mercato.

Shubham è un ragazzo molto altruista, che si è impegnato moltissimo in questo lavoro in maniera del tutto gratuita. Inizialmente il ragazzo ha pubblicato la prima versione del suo Braigo sul proprio canale Youtube e ha successivamente affermato, in una intervista rilasciata al canale americano CNN, “Credo che ciò che sto facendo sia qualcosa che possa aiutare le persone ora”.

 

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!