L’odine del tempo: da Rovelli a Dick, da Matrix a Cyberpunk 2077

The Power of Love cantavano nel 1985 Huey Lewis and the News, nel brano che faceva da colonna sonora al film di Robert Zemeckis, Ritorno al futuro. Pellicola che sarebbe poi passato alla storia, influenzando almeno una generazione di filmmaker e forse qualcosa in più. Si scrive “il potere dell’amore”, traduzione del titolo della canzone, ma potrebbe valere anche per la musica stessa, questo collante concettuale così importante per l’uomo che però rimane uno dei più grandi misteri insondabili: si tratta del tempo. Quello che per convinzione misuriamo con orologi e calendari, che scorre per cui domani è un altro giorno e ieri è già passato. Tomorrow is a long time, cantava Elvis Presley, sempre per restare in tema di canzoni e di interpreti di un certo peso.

L’ordine del tempo di Carlo Rovelli

Come sostiene Carlo Rovelli nel suo saggio intitolato L’ordine del tempo, il tempo non è affatto sempre uguale, può andare più lento e più veloce. Siamo noi a esistere nel tempo o il tempo esiste in noi? Pensate se un vostro amico un bel giorno vi porgesse un Dvd dicendovi: “Ecco qua, questi sono i tuoi contenuti multimediali di un mese della tua vita di quando avevi 21 anni. Guardatelo!” Ora sappiamo che la fisica quantistica ritiene questo come uno scenario possibile, non un semplice plot narrativo per una serie tv di Netflix, Disney Plus o Prime Video. Naturalmente questo genere di tematica è stato più volte mostrato ed evidenziato in un certo tipo di fantascienza, quella in debito verso le intuizioni di un autore geniale, come il compianto Philip K. Dick.

La narrativa cyberpunk immaginata da Philip K. Dick

L’autore cult di Ma gli androidi sognano pecore elettriche e di La svastica sul sole, da cui sono tratti Blade Runner e L’uomo nell’alto castello, è stato spesso identificato come il padre del cyberpunk, al pari di James Ballard e di William S. Burroughs, ma a lui principalmente si deve questo filone e sottogenere della “memoria totale”. Un numero davvero notevole di opere filmiche sono state tratte e si sono ispirate a questo innovativo genere di narrazione. Due di queste sono presenti sul catalogo di Prime Video; si tratta di Upload di Greg Daniels e di Philip K. Dick’s Electric Dreams.

Upload: la serie tv Prime ambientata nel 2033

Upload è un’opera ispirata a grandi linee dalla produzione letteraria di Dick. Si tratta di un prodotto piuttosto insolito, ma sicuramente ben riuscito, dato che ci proietta in un utopico 2033, anno in cui l’umanità sarà capace di caricare la propria coscienza appena prima della morte, creando una sorta di aldilà artificiale e digitale. La cosa più interessante di questa originale intuizione è data dal fatto che queste entità vengano gestite attraverso un servizio di assistenza clienti, modello call center.

Da qui in avanti la serie si concentrerà su un singolo caso di entità digitale di coscienza, raccontando una storia con diversi flashback e flashforward che gioco-forza ricordano proprio lo stile allucinato, visionario e precognitivo di Philip K. Dick. In effetti la fantascienza già da Neuromante di Gibson ha tentato di raccontare il mondo della realtà virtuale, il cyberspazio e tutto ciò che ne consegue, quando ancora la tecnologia non era così evoluta come quella odierna.

Da Matrix a Cyberpunk 2077: la videoludica in tema di fantascienza

Prendiamo le intuizioni di un certo cinema come quello di Matrix, giunto oggi al suo quarto definitivo capitolo e sovrapponiamolo a quello di alcuni giochi come il tanto citato Cyberpunk 2077, che ci proietta direttamente nella realtà di Night City. Un genere di ambientazione che abbiamo imparato ad amare grazie ad alcune graphic novel come quelle di Frank Miller o di Alan Moore, ma che oggi sono diventati universi narrativi estesi dove la videoludica ha deciso di investire, come sicuro successo di forte impatto immaginifico e adrenalinico.

Il futuro è ora, lo stiamo vivendo e attraversando su più piani e livelli; dal mondo delle piattaforme di streaming video, passando per il circuito del cloud gaming, senza escludere social network, piattaforme di broadcast come YouTube e Twitch.tv. Il concetto stesso di intrattenimento e di svago è cambiato in modo evidente, rispetto alla proposta che ci è arrivata attraverso la diffusione del gioco online e di realtà emerse grazie al sito di casino online che propone questo tipo di gameplay.

Il boom mediatico del gioco online oggi sta attraversando un processo di normalizzazione, come presto accadrà anche per le piattaforme di streaming video come Netflix, Infinity e Disney Plus, le quali stanno già pensando di differenziare l’offerta puntando proprio sul concetto di gaming e con un modello già sperimentato da Apple, che ha lanciato due anni fa il suo Apple Arcade, servizio in abbonamento accessorio per appassionati di giochi in modalità cloud.

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