Home Italia Pistola in faccia alla dottoressa: “Se mia moglie muore ti sparo in testa” panico al 118

Pistola in faccia alla dottoressa: “Se mia moglie muore ti sparo in testa” panico al 118

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Pistola in faccia alla dottoressa: “Se mia moglie muore ti sparo in testa” panico al 118

Napoli, aggredito un medico, una pistola al volto. Il pericolo: “Se non fai bene il tuo lavoro, sei morta

Un altro violento assalto ai sanitari, questa volta a Napoli, la notizia è purtroppo familiare ancora una volta. È sera, verso le 21, al personale del 118 dell’ospedale San Gennaro. Il personale medico è stato avvisato nel quartiere di Calata Capodichino, che si trova nei pressi dell’omonimo aeroporto internazionale, questa zona è frequentata ogni giorno da migliaia di turisti.

Una donna anziana ha avvertito disagio, quindi l’ambulanza è stata inviata sul posto. Una volta raggiunta la residenza dove risiedeva la signora, l’atmosfera appariva serena. Presto, tutto è diverso. Infatti, entrando nella residenza, il marito della paziente si agita subito. Ancor prima che i sanitari iniziassero il loro lavoro, l’uomo ha impugnato un’arma da fuoco e l’ha puntata contro il medico del 118. L’arma che ha colpito il volto del dottore, il dottore era terrorizzato da quanto stava accadendo.

Napoli, una pistola contro il medico del 118. La minaccia immediata: “Se mia moglie muore, ti sparo!”

Poi la minaccia: “Se mia moglie muore, ti ammazzo!”. Se non svolgi correttamente i tuoi doveri, verrai licenziato. Gli altri operatori sanitari sono riusciti ad allertare i carabinieri, ciò ha portato all’arresto dell’uomo in caserma. A soccorrere la signora anche il secondo equipaggio del 118, provenivano dal quartiere Ponticelli di Napoli Est. La donna è stata poi ricoverata all’ospedale Cardarelli con una diagnosi da codice bianco: lieve tachicardia.

L’individuo era in possesso di porto d’armi e pistola revocata oggi dai carabinieri presso la stazione non distante dall’abitazione del paziente. La narrazione è stata documentata dall’organizzazione Nessuno tocchi Ippocrate, che si dedica alla difesa dei medici a Napoli e conta le aggressioni che avvengono nella regione e in Campania. Dall’inizio dell’anno, nella sola regione di De Luca, si sono verificati 65 episodi di violenza contro operatori sanitari (Oss).

La causa di questo aumento della violenza nei confronti degli operatori sanitari negli ospedali va ricercata nel carente sistema sanitario campano. A Napoli, infatti, le ambulanze in città sono poche per una popolazione in continua crescita.

Pessima anche la situazione nei pronto soccorso della città. Il simbolo dei reparti di pronto soccorso sovraccarichi è l’ospedale Cardarelli, “assediato” da centinaia di visite ogni giorno.