Magliette delle band rock: così sono diventate una semplice moda

Quando si parla di moda, oggi più che mai, si affronta un argomento e si esplora un paradigma estremamente peculiare. Il mondo moderno è cambiato in modo radicale rispetto anche soltanto ad un ventennio fa e, oggi, diversi canoni stilistici e concettuali risultano notevolmente stravolti rispetto al passato. Prendendo in considerazione il mondo del fashion, infatti, è possibile riscontrare dei notevoli cambiamenti nei termini delle percezioni che le persone hanno di ciò che, di fatto, può essere considerato o meno alla moda.

Uno degli esempi più lampanti della trasformazione del punto di vista delle persone riguardo i capi e le attitudini più trendy riguarda proprio l’ascesa mainstream degli stilemi del rock, da sempre considerato il genere musicale anticonformista per eccellenza. L’amore per la musica rock ha sempre portato i fan delle band ad acquistare il merchandising ufficiale negli stand dei concerti, nei vari negozi del settore e, da quando siamo entrati nell’era degli eCommerce, a far realizzare indumenti con loghi, locandine o copertine degli album da aziende specializzate nella personalizzazione – vedi l’italiana Fullgadgets – ma negli ultimi anni il legame tra rock e abbigliamento ha bypassato la passione sincera per questo genere musicale, diventando semplice business.

Insomma, alcuni dei loghi delle grandi band del passato hanno avuto modo di entrare a gamba tesa nell’immaginario collettivo, ricoprendo un ruolo di alto spicco anche all’interno della moda di massa. Ciò che, di certo, fa storcere il naso agli appassionati più irriducibili, è l’utilizzo smodato che se ne fa da parte di chi, di fatto, ignora completamente l’esistenza degli artisti rappresentati sui loro indumenti. In questo approfondimento, scopriremo nel dettaglio un fenomeno molto preponderante nella cultura popolare contemporanea, in grado di coinvolgere ogni regione del mondo e di affermarsi come baluardo del concetto consumistico posto alla base della società capitalista occidentale.

Dalla controcultura al consumismo: l’ascesa e il declino degli indumenti rock

Dal prisma dei Pink Floyd a Eddie degli Iron Maiden, nel corso dei decenni sono stati diversi i simboli del rock capaci di entrare nell’immaginario collettivo, spiccando sul merchandise ufficiale (e non solo) dei gruppi più evocativi della musica suonata. La moda delle magliette delle band scoppiò proprio negli anni d’oro del genere, quando le foto dei membri, dei loro album più famosi o delle loro mascotte rappresentavano i simboli più forti di una passione innata come quella della musica.

Non solo, le magliette delle band e, in generale, tutto ciò che risultava essere rock-oriented, oltre che incentrato su concetti come quello di mimesi tendevano a comunicare l’appartenenza di chi li sfoggiava a specifiche sottoculture, dotate di valori e riferimenti culturali specifici e diversi dai canoni della società di massa. Quest’ultimo concetto, caratteristico dei capi di abbigliamento oggetto del nostro approfondimento, ha teso a decadere negli ultimi anni e nella stragrande maggioranza dei contesti, siccome sempre più brand di moda mainstream hanno iniziato ad avvicinarsi – per fini commerciali e non solo – alle intriganti e audaci estetiche del rock, rendendole parte di vere e proprie collezioni e capsule destinate al grande pubblico.

Rock e moda: gli esempi più lampanti nei tempi moderni

È chiaro che fattori come l’avvento dei social network e della condivisione costante di informazioni personali attraverso la rete, abbiano reso molto più facile l’esternazione della propria identità e dei propri ideali all’interno del contesto sociale.

La passione della moda per la musica rock, invece, affonda le radici in alcuni breaking point significativi, legati all’importanza della musica a livello sociale, alle apparizioni delle celebrità pop con in dosso merchandise dei loro gruppi preferiti e a collaborazioni di grande spicco da parte di brand di alta moda come Supreme, Givenchy e Off-White.