Fabio Tortosa

I fatti avvenuti durante il G8 di Genova nel luglio 2001 sono recentemente saliti all’onor delle cronache per la condanna che la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha inflitto all’Italia per le vere e proprie torture avvenute alla scuola Diaz da parte delle forze dell’ordine sugli occupanti.
E’ noto che il Parlamento italiano stia lavorando in questo periodo sull’introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento (leggi l’articolo).

Un poliziotto romano di 42 anni, Fabio Tortosa, ha scritto recentemente sul proprio profilo Facebook:”Io sono uno degli 80 del VII nucleo. Io ero quella notte alla Diaz. Io ci rientrerei mille e mille volte”. Le dichiarazioni appaiono tanto più stonate (a dir poco) se si pensa che sono state rese due giorni dopo la condanna sopra citata. L’agente aggiunge: “Quello che volevamo era contrapporci con forza, con giovane vigoria, con entusiasmo cameratesco a chi aveva, impunemente, dichiarato guerra all’Italia”.

E’ chiaro che la distruzione di esercizi commerciali, macchine, cassonetti, etc. e le scene di guerriglia urbana ordite da una minoranza dei partecipanti alle manifestazioni di quei giorni sono atti assolutamente ingiustificabili ed inqualificabili, a maggior ragione se compiuti da sedicenti pacifisti. Gli autori dovrebbero e devono risponderne davanti alla legge. Appunto: alla legge. Non con rappresaglie poliziesche di presunti giustizieri intrisi di retorica fascista.

Queste dichiarazioni mettono in imbarazzo la stragrande maggioranza delle persone appartenenti alle forze dell’ordine, persone perbene, che svolgono il loro lavoro anche in situazioni estreme, con mancanza di mezzi e spesso sottopagati. Per il buon nome dello Stato e delle stesse forze dell’ordine, Fabio Tortosa dovrebbe essere sollevato immediatamente dall’incarico.

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