i 5 cocktail più famosi della storia del Cinema

Chi non ha mai sognato di vivere in un film? Di far parte di una di quelle avventure che nella vita si possono solo osservare attraverso lo schermo cinematografico o televisivo? Ecco, forse un modo per identificarsi con i nostri personaggi preferiti c’è. Per sentirci un po’ loro. Magari con un bicchiere in mano. Sì, perché i cocktail sul grande schermo hanno un ruolo fondamentale. Si legano ai protagonisti, diventandone una caratteristica assoluta. Cosa sarebbe James Bond senza il suo Desper Martini? E le frasi di “Drugo” Lebowski avrebbero lo stesso significato se non le pronunciasse dopo un sorso di White Russian? Andiamo a scoprirlo. Andiamo a scoprire quali sono i 5 cocktail più famosi della storia del Cinema.

1. Gin Rickey: Jay Gatsby (Il Grande Gatsby)

Scott Fitzgerald era un grande consumatore di Gin Rickey e in quello che è forse il suo romanzo più famoso, non poteva che farne menzione. Non poteva Jay Gatsby bere altro. Identificarsi con un altro cocktail. Ingredienti: 450 ml di gin, succo di mezzo lime, acqua tonica, uno spicchio di lime. Preparazione: Versare il succo di lime e il gin in un bicchiere highball riempito di ghiaccio; aggiungere l’acqua tonica e girare, quindi decorare con la fetta di lime. E sarete pronti a fare di lui, anche voi, come il personaggio interpretato da Robert Redford prima e Leonardo Di Caprio poi, il vostro “solito”.

2. White Angel: Holly Golightly (Colazione da Tiffany)

Uno dei personaggi più famosi della storia del Cinema per un mix ghiacciato di vodka e gin in parti uguali. Di colore trasparente e bevuto nell’elegante coppa martini. Ha l’aspetto, appunto, di un raffinato Martini Cocktail, ma è ben più deciso di questo, unendo due potenti distillati. Abbastanza forte da far accusare il colpo a fisici ben più imponenti di quello di Audrey Hepburn nel film di Blake Edwards. E chissà che non vi sia più di una casuale correlazione tra il drink e il personaggio di Holly Golightly. All’apparenza tanto dolce e raffinata, quanto con un passato e quelle paturnie in grado di renderla proprio estremamente forte e decisa. Non per tutti, appunto.

3. Vesper Martini: James Bond (Casino Royale)

Chi non ha mai sognato di essere il più famoso agente segreto della storia? E allora, se proprio non si può puntare sulla compagnia di una Bond Girl o sulla possibilità di guidare una Aston Martin, perchè non affidarsi al cocktail inventato nel 1953, proprio, da Ian Fleming nel romanzo Casino Royale per il suo James Bond? Ingredienti: tre parti di Gordon’s gin, una parte di vodka, mezza parte di Kina Lillet (oggi viene chiamato Lillet Blanc), una fetta lunga ma sottile di scorza di limone. Shakerare gli ingredienti con ghiaccio in uno shaker e servire in una coppa champagne larga e profonda decorando con una fetta lunga ma sottile di scorza di limon. Rigorosamente “agitato, non mescolato”.

4. White Russian: Drugo (Il Grande Lebowski)

Si perde il conto di quanti White Russian siano bevuti da Jeff “Drugo” Lebowski durante il film dei fratelli Coen. E solo per questo vale la pena provarlo. Per ritrovarsi, già dal primo sorso, nella Los Angeles degli anni 90. Un cocktail a base di vodka variante del Black Russian. Ingredienti: 5,0 cl di vodka; 2,0 cl di liquore al caffè (Kahlua); panna. Si prepara direttamente nel bicchiere old fashioned colmo di ghiaccio. Si versano vodka e liquore nel bicchiere e si mescola. Successivamente si versa la panna liquida appena montata con lo shaker tradizionale direttamente nel bicchiere preferibilmente facendola cadere su un cubetto di ghiaccio. Da servire con una cannuccia corta… e, per rendere appieno il concetto, magari in vestaglia aggirandosi per il supermercato sotto casa.

5. Jack Daniel’s on the rocks: Tenente Colonnello Slade (Scent of a woman)

Jack Daniel’s rigorosamente con ghiaccio. Basta così. E cos’altro potrebbe migliorare il whiskey più famoso del mondo? Semplice da ordinare o preparare e altrettanto facile da gustare. Almeno per quelli che il Tenente Colonnello Slade, interpretato magistralmente da Al Pacino, tanto da valergli il premio Oscar come miglior attore protagonista, nella pellicola di Martin Brest, definirebbe i “vecchi amici”. Gli unici a non accusare il colpo allo stomaco. Gli unici a poterlo chiamare “JD”.

 

Forse, anzi, indubbiamente, ce n’erano altri. Ma vogliamo, per il momento, fermarci qui. Un po’ perché attendiamo i vostri suggerimenti in merito. Un po’ perché, a furia di parlarne, ci è venuta parecchia sete. E’ arrivato il momento di un buon drink. La difficoltà, a questo punto, è solo scegliere quale.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!