Fender Cabronita Precisiom Bass

Fender Cabronita Precisiom Bass

Ispirato a un modello esclusivo del Fender Custom Shop ecco un basso a quattro corde super essenziale,
con un timbro potente e alla portata di tutti.
La serie Cabronita è stata per Fender un successo sotto tutti i punti di vista: in molti hanno apprezzato
il look volutamente rude e le soluzioni timbriche altrettanto radicali che caratterizzano chitarre e bassi appartenenti alla serie.
Proprio sull’onda del successo dei primi esemplari Cabronita, realizzati dal proprio Custom Shop, Fender ha deciso di creare qualcosa per quei musicisti disposti a tutto pur di possedere uno strumento unico nel suo genere: ecco dunque il Fender Cabronita Precision Bass, un meraviglioso esemplare prodotto in edizione limitata.
Il Fender Cabronita Precision Bass sorprende per la leggerezza e per il notevole comfort esecutivo, risultato ottenuto anche grazie al bilanciamento tra manico, corpo e parti metalliche.
Il manico, con il suo profilo a “U”, è comodo e maneggevole mentre la spaziatura al capotasto è larga nella giusta misura.

Utilizzando lo strumento a tracolla si riscontra un bilanciamento più che buono e, in ogni caso, la sensazione di uno strumento che sta bene addosso.
Provando ad eseguire qualche fraseggio a strumento spento ecco un’altra piacevole sorpresa: il sustain sembra non finire mai, segno che compattezza e rigidità ci sono tutte e le vibrazioni non vengono smorzate.
Dal punto di vista timbrico questo basso non delude certo le aspettative, tutt’altro.
È chiaro che questo strumento non è indicato per quei bassisti che necessitano di un basso “manierato” e con varie opzioni timbriche; è l’ideale invece per chi vuole dare il meglio nel rock, in tutte le sue diramazioni stilistiche, meglio ancora se supportato da un buon amplificatore a valvole con il gain spinto a dovere.
Suonando a plettro lo strumento si esprime nella sua totalità, facendo uscire una grinta oltremodo devastante.
Questo strumento non teme nemmeno lo slap, seppur con le dovute precisazioni: non aspettatevi quelle sonorità compresse e cristalline tipiche della fusion, ma qualcosa di più ruggente.
L’unico neo è il controllo di tono, che chiude sulle alte in modo repentino e poco progressivo.

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