Questa volta non ci sarà un articolo, bensì tre (pubblicati in momenti diversi). Ho definito “trilogy” questi articoli perché, proprio come il famoso gioiello, sono tre interviste separate ma che riportano l’una all’altra. Ci sarà un articolo dedicato al proprietario di un locale, che merita attenzione, uno dedicato a un gruppo del posto e uno che contiene invece l’intervista ad un conosciutissimo personaggio della scena rock/metal italiana.

Intervista

Abbiamo intervistato Diego, proprietario del PocoLoCo di Paganica (un paese dell’aquilano), il quale dopo aver messo su il locale ha iniziato a contattare personaggi di un certo calibro, come Edu Falaschi (ex Angra) ed ultimamente Pino Scotto, conosciuto dalla stragrande maggioranza.

Come accennato sopra, abbiamo intervistato un giovane quarantenne proprietario di un pub, il quale, per animare le serate estive ed invernali, ha iniziato a far venire artisti anche internazionali in un paese al di fuori delle mura cittadine. Ho fatto a Diego alcune domande a riguardo.

Domanda – Come sei riuscito a portare questi nomi internazionali qui a Paganica?!
Risposta – Si è creato un bel giro, tramite rapporti umani, ad esempio tramite il chitarrista di un determinato cantante, oppure anche con amici degli amici musicisti, si arriva al personaggio.

D – Ho saputo che prima di avere il locale hai suonato un po’ in giro.
R – Sì ho suonato tantissimo tempo fa e non per molto tempo, poi ho aperto il PocoLoco ed ho smesso. Poi si è innescato un giro di artisti, tramite amici musicisti che suonano da anni; tramite loro si arriva ad altri artisti ed ecco che si innesca il giro. E poi così facendo magari si fa qualche sacrificio in più con il locale e con le spese, ma alla fine tutto questo te lo ritrovi. Meglio cacciare qualche soldo in più e fare qualcosa di diverso piuttosto che non rischiare e quindi essere standardizzato a tutto il resto.

D – Il nome del locale da cosa deriva, dallo spagnolo o dal modo di dire dialettale aquilano?
R – Entrambe le cose, ad esempio “jemo Poco Loco”, oppure dopo una serata di birre esci un Poco loco, ovvero un po’ pazzo.

D – Fino ad ora il pubblico come ha risposto a questi eventi?
R – Sta rispondendo molto bene, ogni volta apprezzano sempre di più, anche perché il livello sta pian piano crescendo.

D – L’età dei partecipanti?
R – Guarda, dai venti ai cinquant’anni, anche perché molte persone qui a L’Aquila suonano, e quindi, soprattutto quando sentono nomi di un certo calibro, accorrono.

D – In futuro hai intenzione di allargare il locale?
R – Ho provato a vedere in giro, ma alla fine non mi interessa, e poi con i tempi che corrono meglio rimanere qui dove sono. Anche perché ora ho tre dipendenti e qualcun altro a giro che chiamo quando serve, se dovessi allargare il PocoLoco, dovrei mettere più personale, le spese aumenterebbero e rischierei di non farcela.

D – Tutti i partecipanti sono del posto o vengono anche da fuori?
R – Gli artisti vengono anche dall’Abruzzo. Conta che in tutta la regione ci sono solo tre locali che fanno questi eventi, quindi gli artisti una sera stanno qui al PocoLoco e la sera dopo nell’altro locale, diciamo che c’è una certa esclusiva.

D – Per l’inverno c’è in programma qualcosa?
R – Ci sono degli artisti internazionali, alcuni dei quali sono in attesa di conferma, però si prospetta un’invernata piena. Tra quelli in attesa di conferma ci sono il chitarrista di James Brown, il fratello di Ben Harper e altri ancora.
Tutto questo per passione, fai qualche sacrificio in più, magari ti aiuta un pochino anche lo sponsor ed ecco che la serata riesce.

Conclusione
Diego è uno dei tanti giovani imprenditori che è riuscito ad unire lavoro e passione seppur con qualche sacrificio mettendo su il PocoLoco.
È apprezzabile il lavoro che fa e merita supporto, così come gli altri che, come lui, mettono passione e professionalità.
Come anticipato sopra, questa è solo una di tre interviste fatte lo stesso giorno; la seconda riguarda una punk band del posto e per ultimo c’è come protagonista un artista italiano dalle idee che spesso sono condivise da molti, anche se non lo seguono artisticamente parlando, che alle mie domande ha risposto con gentilezza e cortesia.

Barbara Andreini

*Jemo poco loco = andiamo lì (in dialetto aquilano)

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