Tony Iommi
Tony Iommi
Tony Iommi
Tony Iommi

Tony Iommy, classe 1948, considerato uno degli innovatori del genere heavy rock per aver ispirato molti musicisti, è il chitarrista dei Black Sabbath. L’Inizio della fine (The Beginning of THE END) è una voluta citazione tradotta del nuovo tour che vedrà come protagonisti Tony Iommi, Ozzy Osbourne, Geezer Butler e forse Bill Ward alla batteria; nel caso quest’ultimo non dovesse tornare, ci sarà il batterista di Ozzy Osbourne.
Perché scrivere un titolo del genere? Perché come tutti i cultori e seguaci sanno, Tony Iommi non scoppia di salute e anzi, il male che lo affligge è un cancro linfatico. Si è sottoposto già a due interventi chirurgici, ma a detta del medico è probabile che la malattia si ripresenterà; vi è solo un 30% di possibilità che ciò non accada, ma speriamo per il meglio. Il titolo, quindi, vuole dire che quella diagnosi è stato un po’ l’inizio della fine per Tony: la debilitazione fisica è forte, ma fortunatamente lo spirito e la mente ci sono, sono presenti.
La sua carriera è intrisa di storia. In primis è stato lui ad aggiunge dei tasselli che resteranno immortali: viene infatti definito il riffmaster ed è anche colui che ha dato una “lezione” alle future generazioni in fatto di sperimentazioni.

Ha iniziato suonando rock e blues nel 1964, con la formazione dei The Rockin’ Chevrolets.
Ben presto il suo futuro musicale fu messo a repentaglio perché ebbe un incidente in una fabbrica di metalli e le punte delle dita della sua mano destra furono recise; inevitabilmente cadde in depressione e, disperato, credeva di non poter più raggiungere il suo sogno. Un suo amico lo presentò però a Django Reinhardt (il quale perse due dita di una mano a causa di un incendio) che “risvegliò” Tony dal torpore depressivo e fece sì che la sua adorata sei corde prendesse un nuovo stile, un nuovo e personalissimo sound; Iommi si attaccò alle punte delle dita delle protesi di plastica morbida.

Nel ’68 ricevette un’offerta dai Jethro Tull e un po’ riluttante accettò, ma soltanto dopo il primo spettacolo decise di tornare dagli Earth, i quali cambiarono nome in Black Sabbath (ovvero il titolo americano del film italiano “i Tre Volti Della Paura”). Con il cambio del nome avvenne anche la modifica dello stile, infatti i testi divennero più tetri, la musica divenne ripetitiva e pesante. Il debutto negli anni ’70 e gli album pubblicati fino al ’73 hanno fatto sì che la band Black Sabbath fosse riconosciuta come la migliore rock band in attività. Iommi con la sua chitarra spingeva molto verso il “lato metallico”, i riff presenti in Black Sabbath, NIB, Paranoid, Iron Man, War Pigs, Into the Void e Children of the Grave sono entrati nella storia del rock.
Mr. Iommi ovviamente ha uno stile unico, un suono che nessuno potrà mai riprodurre, ma la tecnologia ci aiuterà a mantenerlo vivo, anzi immortale.

I Black Sabbath faranno il loro ultimo tour nel 2016: la stanchezza dei live si fa sentire. I fisici non sono vecchi, ma lo stile di vita di una band è piuttosto faticoso e hanno deciso che è arrivato il momento di smettere.
Tony Iommi ha affermato che i tour sono diventati pesanti soprattutto per lui. Infatti egli stesso ha dichiarato:

”Non ci riesco più. Il mio corpo non lo sopporterebbe più. Non voglio che il cancro torni, e la stanchezza del viaggiare per i tour dei Sabbath si fa sentire sempre di più. Questo è il motivo per cui faremo il tour finale, per dire il nostro arrivederci. E stavolta sarà veramente la fine. Non andremo mai più in tour. L’abbiamo fatto per cinquant’anni, è ora che ci fermiamo, non credete? E’ stato meraviglioso ma ora è il momento di chiudere. Non fraintendete, a me piace ancora fare concerti. Il problema è tutto il viaggiare e la fatica che ne consegue. Questo tipo di cose ha un grosso impatto su di me; possiamo anche volare in prima classe, alloggiare nei migliori hotel, usare le limousine più comode, ma il fatto di andare in tour richiede sempre un prezzo da pagare al corpo. Anche quando abbiamo dei giorni di riposo, devo fare esami del sangue ogni sei settimane, e per me è difficile esserci. Devi prendere un volo intercontinentale, arrivare da qualche parte alle cinque del mattino e andare in un hotel. Poi ci sono il soundcheck, l’attività promozionale, il concerto stesso, dopodiché torni in hotel e ti butti a letto. Il giorno dopo ricominci e così via. Adoro essere su un palco e suonare con i Sabbath. Quello che non mi piace è fare tutte le altre cose che sono necessarie perchè questo possa succedere. Nessuno di noi può ringiovanire.”

Per i fans, forse, è stata una doccia gelata, “ma come, i Black Sabbath non faranno più concerti?!”. Purtroppo no, hanno dato tanto in tutti questi anni di attività, sia come band che con i loro progetti solisti e arriva un momento in cui è ora di fermarsi.

Citiamo, in conclusione, proprio una frase di Tony…

Penso che il giorno in cui un musicista si convincesse di aver raggiunto l’apice smetterebbe di essere tale, perché il bello della musica è dare sempre di più e cercare di fare ogni volta qualcosa di migliore rispetto al passato”

B. A.

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