Logic Pro: La finestra Environment

logic pro environment

La finestra Environment, di natura tecnica, è il perfetto complemento alla finestra Tracks, con la quale ci si
concentrerà maggiormente sulla parte artistica del progetto.
In sostanza, lavorando nella finestra Tracks per produrre musica, si utilizzeranno oggetti disponibili all’interno della finestra Environment.
Nella realtà fisica, qualora un oggetto non fosse disponibile all’interno del nostro studio, ovviamente non lo si potrà utilizzare.
Anche nella realtà “virtuale” proposta da Logic Pro, qualora un oggetto non fosse disponibile all’interno dell’Environment, non se potrà usufruire.
Da tale ragionamento ne consegue un concetto fondamentale: per utilizzare qualsiasi oggetto all’interno di Logic Pro, questo dovrà prima necessariamente essere presente all’interno di tal finestra; sia questo un Channel Strip con il quale monitorare una registrazione audio, piuttosto che la rappresentazione grafica di una porta MIDI fisica alla quale indirizzare eventi MIDI ai quali “dar voce” con un sintetizzatore hardware.

Dato il grande numero di oggetti che probabilmente popoleranno l’Environment dei vostri progetti, è consentito e consigliabile organizzare graficamente tale finestra su più “strati” (d’ora in poi utilizzeremo il termine “layer”), ognuno dei quali potrà essere dedicato a una tipologia specifica di oggetti.
Sebbene i layer possano essere creati, organizzati e cancellati dall’utente, ne troviamo comunque alcuni di default.
Il layer Click & Ports si propone dedicato al routing MIDI.
Qui troviamo vari oggetti, ad esempio il MIDI Click, oppure la rappresentazione virtuale delle porte MIDI IN disponibili al vostro Mac, mediante le quali sarà possibile effettuare routing anche estremamente complessi.
Poi il layer MIDI Instruments, dedicato a mostrare destinazioni verso strumenti MIDI esterni, come ad esempio sintetizzatori hardware.
Oppure il layer Mixer, che mostrerà tutti i Channel Strip disponibili, ma non necessariamente utilizzati, del progetto consentendone peraltro un’efficace organizzazione grafica.
A chi non farebbe comodo disporre di una visualizzazione del Mixer dedicata a mostrare solo subgroup specifici,oppure un altra dedicata esclusivamente alle tracks di batteria?
Troviamo inoltre due layer “riservati” che possono essere modificati, ma non cancellati: All Objects e Global Objects.

Il primo mostrerà sotto forma d’elenco, tutti gli oggetti utilizzati nel progetto sino a quel momento, mentre all’interno del secondo sarà possibile posizionare oggetti che vorrete rendere visibili in maniera trasversale a tutti gli altri layer.
È questa la natura di Logic Pro; il che presenta aspetti sia positivi che negativi.
Da un lato abbiamo un’enorme versatilità, potenza e creatività che solo un sistema modulare, con una finestra di programmazione object-based come l’Environment, può offrire.
D’altra parte, questo modo di “pensare il programma” può certamente apparire piuttosto complesso a utenti entry level.
È probabilmente per questo motivo che, dalla versione otto di Logic Pro, i programmatori Apple hanno tentato più o meno velatamente di “nascondere” l’Environment, rendendolo via via meno necessario al grande pubblico durante un normale lavoro di routine; riuscendovi!
Si pensi all’automazione di alcune operazioni, come ad esempio la possibilità di creare nuovi Channel Strip di destinazione alle tracks, direttamente all’atto della creazione delle stesse, oppure alla possibilità di indirizzare eventi MIDI ad una porta MIDI fisica direttamente dalla Library o, più recentemente e con l’avvento di Logic Pro X, alla relativa introduzione dei MIDI Effects, i quali altro non sono che la versione “user-friendly” di oggetti già presenti da molto tempo nell’Environment.

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