Anna Tatangelo e la campagna LILT : una polemica senza tregua

Gli esperti rispondono al comunicato stampa divulgato dalla LILT e al presidente Schittulli

Un botta e risposta senza tregua quello che vede protagonisti i promotori della campagna per la prevenzione del tumore al seno, promossa dalla LILT, e gli esperti del settore, i blogger di categorie e anche i semplici cittadini, donne e mamme comuni, contrari a un’immagine di nudo – quella in cui una Anna Tatangelo in topless abbraccia i suoi seni – considerata poco conforme agli scopi che la stessa pubblicità progresso si prefigge.

«Quello che dichiara Schittulli (clicca qui per i dettagli) è veramente incomprensibile – scrive su facebook Carlo Naldoni, esperto in senologia e prevenzione, in risposta al comunicato stampa (clicca qui per i dettagli) divulgato dalla LILT – anche se non è però il primo che dice una cosa del genere: ricordate Umberto Veronesi tempo fa? Lui non ha fatto altro che riprenderlo. Quanto dice Schittulli è una vera e propria contraddizione scientifica non tanto per il risultato in sé (98%) che spara a caso senza alcun costrutto dal punto di vista statistico-epidemiologico, ma perché prefigura uno scenario allucinante per le donne ed il sistema sanitario pubblico senza alcuna base di evidenza scientifica e distinzione per condizioni di rischio, fascia di età, efficacia provata, tipo di esami da utilizzare e quando: in soldoni il suo pensiero è fare qualsiasi esame, tutti quelli che ci sono (e li elenca anche) a tutte le donne indistintamente come se fosse una cosa che si può fare così, solo dichiarandola.»

Dello stesso avviso la prof.ssa Sandra Castiello, docente di latino e greco presso l’istituto classico “Piero Calamandrei” di Napoli: «Sono una delle promotrici della lettera e stamattina a fine lezione, senza che io aprissi l’argomento le ragazze della II H mi hanno chiesto di parlare e mi hanno detto che si sentivano offese da un’immagine simile, che mostrava nudo il corpo di una donna e catturava l’attenzione dei maschietti per la sua sensualità maliziosa che insinuava nella loro mente di giovanissimi pensieri piuttosto lontani dalla tematica salute/prevenzione, ma che invece solleticava (per usare un eufemismo ed una perifrasi) i loro ormoni iper reattivi. Parliamo di ragazze/i giovanissimi, di un liceo classico, abituati ad esprimersi con maturità e a confrontarsi con l’attualità e con la problematica salute che nella nostra “Terra dei fuochi” costituisce un’emergenza.»

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