Vuoi riavere i tuoi capelli?

Autotrapianto dei capelli con la tecnica FUT

Torniamo ai capelli, che alla fine si perdono quasi sempre solo e soltanto per l’alopecia androgenetica, più comunemente nota come “calvizie maschile”.
Certo: ci sono anche altre ragioni per perdere i capelli, come i disturbi tiroidei, la mancanza di ferro, la febbre alta, le diete, i farmaci, lo stress o alcuni problemi dermatologici come il lupus, il lichen planopilaris e l’alopecia areata. Molti miti però vanno sfatati: la perdita dei capelli non è causata da un rallentamento della circolazione sanguigna, da follicoli ostruiti, dagli shampoo troppo frequenti, dall’uso di cappelli o caschi.
I capelli predisposti all’alopecia androgenetica iniziano a ridursi di diametro e il loro ciclo vitale si accorcia inesorabilmente, fino alla loro eventuale scomparsa, al contrario di quanto accade con i capelli delle regioni
posteriore e laterali del cuoio capelluto, che sono geneticamente “permanenti” e destinati a rimanere per tutta la vita.
La calvizie, così, si fa spazio sulla tua testa e potrà essere corretta solo con una delle moderne tecniche di autotrapianto.

L’autotrapianto dei capelli con tecnica FUT (Follicular Unit Transplantation) prevede il trasferimento di capelli con la loro radice da un’area del capo, donatrice, a un’altra calva o diradata, ricevente, dove si comporteranno come avrebbero fatto nel loro sito originario dando vita a una normale crescita.
Le aree donatrici sono le regioni occipitale e temporale (posteriore e laterali) del capo; in tali aree, infatti, anche nelle calvizie molto estese, i capelli non cadono mai per la diversità dei recettori ormonali che li caratterizzano. La tecnica FUT consiste nel prelievo di una striscia di cuoio capelluto (STRIP) dall’area donatrice, che viene quindi suturata.
L’esito del prelievo della STRIP è abitualmente una sottilissima cicatrice della larghezza di meno di 1 mm che può essere mascherata anche sotto i capelli molto corti e che potrà essere resa praticamente invisibile anche con i capelli rasati a zero con le moderne tecniche di tricopigmentazione.
Tale cicatrice potrà essere riutilizzata per ulteriori prelievi rimanendo sempre ugualmente sottile.
Una volta ottenuta la STRIP, sotto diretto controllo visivo verranno estratte le unità follicolari, avvalendosi di
sistemi di ingrandimento, microscopi o idonei occhialini dotati di binocolini ingrandenti.
In questo modo la FUT è estremamente precisa e minuziosa e riduce al minimo il traumatismo dell’estrazione delle unità follicolari e anche i tempi tra espianto e reimpianto, garantendo quindi una maggiore percentuale diattecchimento.

In alternativa, la tecnica FUE (Follicular Unit Extraction ovvero Estrazione di Unità Follicolari) consiste nel trapianto di capelli tramite prelievo diretto.
Con questa tecnica i vari innesti vengono prelevati sempre dalle regioni posteriore e laterali del capo (area donatrice) tramite un bisturi cilindrico cavo (punch) e vengono quindi inseriti direttamente nella parte da rinfoltire attraverso piccole incisioni.
Trattandosi però di un prelievo alla cieca nello spessore del cuoio capelluto, non sempre l’unità follicolare può essere “centrata” e, come spesso succede, può essere danneggiata o causare danni alle unità follicolari contigue a quelle del prelievo.
Da ciò si capisce come le percentuali di ricrescita di capelli della FUE siano significativamente più basse rispetto alla FUT.
Questa tecnica, più semplice per il chirurgo, non richiede in compenso un’equipe specializzata ed è indicata in casi più semplici o nei casi in cui le aspettative del paziente siano limitate a poche zone.

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