Roland SP-606

Roland SP-606

Una volta sostituito l’hardware con software come Acid e Live per impieghi di remixing, oppure con campionatori software, quali Native Instruments Kontakt e Steinberg Nailon, per chi ha l’esigenza di avere un player di librerie commerciali o un gestore di sample acquisiti in proprio, che senso ha dunque parlare oggi di un campionatore hardware?
Poco, se restiamo ancorati al modello operativo proposto dalle macchine citate sopra.
Molto, se lo strumento in questione è una workstation a campionamento che presenta diverse chiavi di fruibilità, dalla semplice drum-machine, al phrase-sampler per DJ, alla macchina in grado di fare il remix di un intero brano.
Un prodotto simile giunge ovviamente da Roland, azienda che più di altre è attenta al “pianeta groove”, e si presenta sotto forma di un hardware piccolo, leggero, ricco dí comandi fisici e con un prezzo non elevato.

L’SP-606 è un campionatore da tavolo che utilizza come strumento di salvataggio semi-permanente le card CompactFlash: aboliti i floppy o gli hard disk dei campionatori tradizionali, vengono qui usate memorie a stato solido di costo contenuto e facile intercambiabilità.
Il campionamento awiene a 44,1 kHz in un formato proprietario che prevede le varianti Standard e Long: Roland non fornisce dettagli in materia ma è bene specificare che entrambe le modalità prevedono una qualche forma di compressione.
Le capacità di memorizzazione vanno dai 5 minuti su una card da 16 MB (11 in formato Long) alle oltre tre ore su una card da 512 MB (più di sei ore in formato Long), fermo restando il limite di 384 campioni organizzati su 24 banchi per ciascuna scheda.
Oltre a questa capacità, l’SP-606 dispone anche di una memoria interna (non volatile) dalla capacità equivalente a 16 MB assegnabili a 128 campioni su otto banchi.
Lo strumento può gestire i campioni in formato WAV e AIF con trasferimento da e verso un personal computer.

Le otto voci di polifonia del campionatore indicano quattro tracce che vengono depositate in pattern, a loro volta concatenati fino a formare una song: anche questa modalità operativa indica chiaramente la vocazione dello strumento alla gestione di materiale in forma ritmica o comunque ripetitiva.
Si può disporre di 140 pattern e concatenarli in 25 song di 999 passi l’una.
La segnatura dei pattern può essere variata tra 1/4 e 32/4, ma a questo punto raramente la macchina opererà al di fuori del tradizionale 4/4.
I pattern possono essere registrati ovviamente in tempo reale o in modalità step, per una memoria totale di 18.000 note circa.
In questo senso vengono particolarmente comodi i 16 pad in gomma che occupano quasi tutto il lato destro del pannello superiore: nel loro complesso costituiscono un “banco” di campioni e l’utente può commutare al volo il richiamo di più banchi tra quelli presenti in memoria.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!