Paul Reed Smith 513 Rosewood

Paul Reed Smith 513 Rosewood

Il costruttore canadese Paul Reed Smith si è già conquistato un posto d’onore nelle preferenze dei chitarristi di tutto il mondo, arrivando a rendere i propri prodotti dei veri e propri “oggetti del desiderio”.
Il modello 513 Rosewood è una chitarra dall’estetica davvero spettacolare, che offre soluzioni inedite e coraggiose tanto dal punto di vista delle essenze impiegate, quanto da quello delle scelte che riguardano la sua circuitazione e la sua dotazione elettrica.
La 513 Rosewood segue le ormai più che collaudate curve della serie Custom, della quale ricalca la costruzione con il manico incollato al corpo e le forme, limitandosi però a una tastiera con 22 tasti.
Il body è costituito da un unico pezzo di mogano, della più leggera varietà Honduras, sul quale è incollato un top fortemente figurato in acero tigrato e bookmatched, di consistente spessore, modellato per creare le classiche bombature che da sempre sono un tratto caratteristico di questa produzione, in stile carved-top.
Su di esso trova posto una configurazione di pickup alquanto originale, costituita da cinque single coil, disposti in tre gruppi, così da formare una coppia al manico e una al ponte, intervallate da un centrale unico.
I pickup, di produzione originale PRS, non mostrano poli a vista, essendo coperti da eleganti profili in materiale plastico satinato nero, notevolmente arcuati a seguire il profilo della tastiera e quindi l’altezza delle corde sul manico.

I controlli sono altrettanto singolari e prevedono, oltre a un volume e a un tono generali con manopole in plastica molto simili alle Gibson, due interruttori a levetta: uno a tre posizioni, l’altro a cinque, entrambi dotati di cappuccio in plastica nera.
La caratteristica più evidente, che salta all’occhio non appena ci si rigira tra le mani questa chitarra, è senza dubbio la presenza di un manico costruito in un unico e bellissimo pezzo di palissandro brasiliano (dal quale viene la denominazione Rosewood del modello).
Sono di solito abituato a vedere questa essenza pregiata nel suo classico impiego per la La venatura è estremamente diritta e regolare, la finitura è satinata, in contrasto con il sunburst perfetto, luminoso e lucidissimo del body e la sensazione che questa essenza trasmette fin dal primo contatto è quella di una grande stabilità e robustezza, ma anche di un’eccellente scorrevolezza per la mano sinistra.
La regolazione del profilo è affidata a un truss-rod con accesso dalla paletta, nascosto da un coperchietto anch’esso in palissandro.
Su di essa trovano posto le meccaniche autobloccanti, tre per lato, in finitura dorata come tutto il resto dell’hardware.

Queste si basano su un nuovo sistema di blocco della corda che, grazie a una “testa” metallica nera presente sull’alberino di ogni meccanica, sulla quale è possibile agire con un normale cacciavite a taglio, viene stretta in una morsa.
Il sistema è chiamato Phase II Locking Grommet e si rinnova per l’occasione con un più efficace rapporto di riduzione di 14:1, per una maggiore accuratezza dell’accordatura.
La tastiera è a 22 tasti di dimensioni medie, con raggiatura da 10 pollici e mette in bella mostra i famosi segnatasti in madreperla raffiguranti il “volo d’uccello” (bird inlays) già visti sulla serie Custom, ora però più moderni e stilizzati, composti da forme quasi geometriche.
La presenza delle meccaniche autobloccanti è giustificata da quella del ponte vibrato.
In barba a tutte le polemiche sui ponti vibrato Fender, modificati negli anni a due soli punti di appoggio per migliorarne la stabilità e il ritorno in posizione di riposo, PRS continua a utilizzare un classico ponte con attaccatura a sei viti che, in accoppiata con le speciali meccaniche, offre da sempre una tenuta dell’accordatura invidiabile e una comodità di utilizzo eccellente.
La chitarra viene consegnata in un astuccio rigido dedicato, rettangolare e di ottima fattura, rivestito in vinile e completamente sagomato all’interno.

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