Kurzweil Mangler e Rumour

Kurzweil Mangler e Rumour

l prestigioso marchio Kurzweil viene da sempre associato a pianoforti digitali e sintetizzatori di pregio. Strumenti come il mitico K250, fino ad arrivare ai più recenti K2500 e K2600, passando per il sempre attuale K2000, sono parte della storia degli strumenti musicali elettronici.
Qualche tempo fa, con sorpresa di molti, l’azienda americana introdusse sul mercato KSP8, un processore di segnale multicanale dalle notevoli doti.
Il prezzo elevato ha però limitato la sua diffusione.
Conscia della bontà intrinseca del proprio hardware e fiduciosa delle capacità dei propri progettisti, Kurzweil ha presentato due outboard dal prezzo molto accessibile direttamente derivati dal prestigioso KSP8.

Come già menzionato la genesi dei due processori è comune.
La scelta di dedicare una macchina alla produzione dei riverberi e l’altra a quella di “tutti” gli altri effetti è di carattere prettamente economico.
Invece di produrre un buon multieffetto tuttofare di medio prezzo, che avrebbe dovuto competere con macchine affermate come Yamaha SPX2000 o TC Electronics M2000, Kurzweil ha preferito produrre due  validi processori dedicati dal costo contenuto.
Il fatto che i nostri due amici nascono da un progetto comune si evince anche dal loro aspetto.
I pannelli frontali (cosi come del resto quelli posteriori) sono pressoché identici.
A distinguerli, oltre al nome, sono piccoli elementi grafici.

Entrambi i processori sono stereo.
Sia gli ingressi che le uscite sono bilanciati su jack da 1/4 di pollice e in più vengono forniti nel formato S/PDIF su RCA.
Analogico e digitale possono essere usati nello stesso momento.
La sensibilità d’ingresso e d’uscita ( + 4 dBu/-10 dBV) viene settata tramite apposito switch.
I segnali in ingresso accettati sono 44,1 kHz e 48 kHz, ma non godono di autodetection.
Il formato deve essere seleziono ad hoc direttamente dal menu principale delle macchine.
Oltre alle connessioni audio sono presenti in e out MIDI utili per il controllo remoto dei parametri di editing, per la memorizzazione e il caricamento dei preset e per l’aggiornamento del sistema operativo.
Conclude il tutto la presenza di un ingresso per un pedale, sempre utile in situazioni live.

Quello in questione è chiaramente votato alla semplicità di utilizzo.
Tutte le operazioni di editing e di gestione delle macchine hanno luogo tramite sei controlli rotativi e altrettanti pulsanti.
Sull’estrema sinistra trovano posto i controlli del guadagno di ingresso e il livello d’uscita.
Per limitare i costi è stato integrato un modesto led meter a tre segmenti segnalanti i valori -48 dB, -12 dB e clip.
In aggiunta è presente un singolo led di clipping relativo all’output.
Sempre per contenere i costi non è stato integrato nessun interruttore di accensione/spegnimento.
L’utilizzabilità delle unità è immediata.
Queste sono state concepite nello stesso modo dei loro cugini entry level TC Electronic M300 e Lexicon MPX200, ove la selezione dei preset avviene tramite due controlli rotativi utili alla selezione del tipo di effetto e del preset relativo.
Ogni tipo di effetto – e ce ne sono 12 in entrambi gli outboard – consta di 16 preset.
Se ne deduce che i preset pronti all’uso sono 192.

Le memorie di locazione disponibili per le creazioni dell’utente sono 64.
Il fatto che esistano ben 64 locazioni di memoria libere fa intuire qualcosa.
Benché a primo ambito si abbia l’impressione di trovarsi di fronte a “macchine presettate”, in realtà abbiamo a che fare con processori di segnale dalle notevoli potenzialità.
Accedere ai parametri di edizione è un’operazione elementare.
Tutte le operazioni si attuano per mezzo dei due controlli rotativi posti sull’estrema sinistra del pannello. Praticamente li si trova perennemente in modalità edit.
I parametri vengono visualizzati sulla seconda linea del display, mentre la prima linea indica il nome del preset. Entrambi i processori sono stati concepiti per essere utilizzati in modo essenziale oppure avanzato.
Di base si hanno a disposizione i 16 parametri di edizione di uso più comune, ma è possibile andare oltre.
Attivando la modalità Extended diventa possibile accedere a 16 ulteriori parametri di uso meno comune che si rivelano comunque indispensabili nel caso si voglia lavorare di cesello.

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