IK Multimedia Sonik Synth 2

IK Multimedia Sonik Synth

Quando esistevano solamente gli strumenti hardware furoreggiavano le librerie per campionatori dedicate ai sintetizzatori.
Quelle di soli bassi o di sole pad o realizzate campionando uno specifico sintetizzatore spuntavano come funghi. L’arrivo del virtuale, cambiò velocemente le carte in tavole.
La comparsa dei sintetizzatori software, emulazioni di macchine reali o meno che fossero, decrementò l’interesse per i suoni sintetici campionati.
Similmente i campionatori software, con l’ormai irrinunciabile capacità di caricare campioni di cospicue dimensioni nella Ram centrale del computer o facendo lo streaming direttamente da hard disk (vedi GigaSampler), sembravano già in qualche modo destinati ad assurgere al compito di raffinati riproduttori di suoni acustici. Ecco dunque comparire le grandi librerie orchestrali e i pianoforti campionati con precisione maniacale.
La riscoperta del suono sintetico campionato è cosa recente.
Prodotti come Athmosphere di Spectrasonies hanno fatto scuola.
Quando IK Multimedia presentò la prima versione di Senile Synth l’interesse del pubblico fu palese.
Simile interesse l’ha suscitato USB Ultra Focus.
Obiettivo di IK Multimedia, in collaborazione con Sonic Reality, è di stabilire un nuovo standard nell’ambito dei rompler dedicati ai suoni sintetici.

Sonik Synth 2 è uno strumento virtuale politimbrico a 16 parti Mac/PC disponibile nei formati VST, AU, RTAS e DXi.
Al suo interno sono racchiuse la bellezza di 5.000 timbriche.
Il tutto pesa 8 GB ed è stoccato in due DVD.
Un terzo disco include solo il player. Quello in questione non è un mero rompler, bensì un sintetizzatore che utilizza forme d’onda campionate al posto dei classici oscillatori.
Similmente a quanto accade con titoli quali USB Ultra Focus, è possibile creare nuove timbriche grazie alla presenza di un numero consistente di parametri di edizione.
Sonik Synth 2 può a pieno titolo essere considerata una workstation, grazie alla sua multitimbricità a 16 parti facilmente gestibile e alla completa sezione di effetti.
Subito salta all’occhio il grande display di colore azzurro attraverso il quale vengono gestite molte funzionalità dello strumento.
La totalità delle funzioni di editing viene effettuata tramite il gruppo di controlli posti sotto il display costituito da 19 pulsanti, 19 controlli rotativi e cinque menu a discesa.

Lo strumento è politinibrico a 16 parti.
In una singola schermata vengono visualizzati gruppi di otto parti.
Oltre al nome dei 16 timbri caricati (che ovviamente possono essere anche meno) vengono evidenziate una serie di informazioni a questi correlate.
Precisamente stiamo parlando del canale Midi, della dimensione in MB del timbro caricato, della polifonia allocata, del volume, del pan e dell’indirizzamento delle coppie di uscite.
A parte l’indicazione del numero della parte e della dimensione in MB del timbro caricato, tutti gli altri parametri sono modificabili in tempo reale.
Sono anche presenti tre pulsanti utili per mettere una parte in mute, in solo e per rimuovere il suono in essa contenuto.
Caricare i timbri all’interno delle parti è un gioco da ragazzi.
Sulla destra della sezione del display mostrante i blocchi di otto parti è presente un browser dall’aspetto molto famigliare a qualsiasi utilizzatore di Mac o PC, attraverso il quale è possibile visualizzare le varie categorie sonore (rappresentate come cartelle) e evidenziarne il contenuto.

Identificato il timbro di interesse, è sufficiente ciccare sulla parte all’interno della quale si vuole caricare il timbro e conseguentemente ciccare sul nome del timbro stesso.
Non è necessario fare altro.
Poiché Sonik Synth 2 è dotato di un numero consistente di preset, è stata integrata un’utilissima funzione di Sound Finder.
Attraverso la digitazione di parole chiave trovare il timbro desiderato risulta cosa semplice.

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