Disprassia: come aiutare i bambini a combattere il disturbo

La disprassia è un disturbo che colpisce 6 bambini su 100. Durante la giornata mondiale sulla malattia, i medici hanno spiegato come aiutare i piccoli a combattere la patologia.

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Disprassia, aiutare i bambini a combattere il disturbo

La disprassia è un disturbo che colpisce 6 bambini su 100. Durante la giornata mondiale sulla malattia, i medici hanno spiegato come aiutare i piccoli a combattere la patologia

In occasione della “Giornata europea della logopedia“, si è molto approfondito il tema della disprassia. Questa particolare patologia è molto diffusa e colpisce ben 6 bambini su 100. Il disturbo della disprassia causa un rallentamento dell’apprendimento di azioni basilari nei bambini molto piccoli, che tende a ritardare eventi come ad esempio la prima formulazione di frasi di senso compiuto.

Per questo motivo, per curare la disprassia, è molto utile affidarsi ai logopedisti. Gli esperti della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) hanno dichiarato che la disprassia non deve assolutamente essere considerato un deficit delle facoltà cognitive, ma soltanto un disturbo che può compromettere in età precoce le abilità che consentono al bambino di effettuare dei movimenti fluidi, come quelli che coinvolgono i muscoli della mano, del piede o della bocca.

Tiziana Rossetto, Presidente della FLI, ha dichiarato: “Circa 5 o 6 bambini su 100, soprattutto se maschi, possono soffrire di disprassia. Un disturbo causato dall’inefficienza di alcuni neuroni del cervello, i ‘neuroni motori’, nel trasmettere le giuste informazioni ai muscoli per coordinare un gesto ad una azione precisa.”

I bambini affetti da disprassia solitamente tendono a imparare in ritardo, rispetto alla media dei loro coetanei, a masticare, a deglutire i cibi solidi, a sedersi, a camminare e a compiere altre innumerevoli azioni che di solito si effettuano sin da quando si è neonati, come rotolare o gattonare. Per quanto riguarda il linguaggio, i piccoli affetti da questa patologia formulano parole che risultano molto poco comprensibili agli adulti che li ascoltano, persino ai genitori che li conoscono bene.

Oltre alle attività che riescono a portare a termine soltanto grazie all’aiuto di un adulto, i bimbi affetti da disprassia hanno anche maggiori probabilità di sperimentare insensati stati di ansia o di agitazione e di cadere o inciampare improvvisamente quando tentano di camminare o di alzarsi in piedi. Nel caso in cui un bambino mostrasse tali sintomi, dovrebbe essere immediatamente portato dal pediatra, il quale dovrà effettuare i dovuti controlli.

Una volta diagnosticata la patologia e indirizzato ad uno specifico logopedista, il bambino affetto da disprassia dovrà intraprendere un cammino terapeutico composto da esercizi motori e verbali, che lo aiuteranno a raggiungere il livello dei suoi coetanei. Durante il percorso di guarigione, il bambino affetto da disprassia noterà un notevole aumento della propria autostima con il conseguente miglioramento personale in altri settori come lo sport, la scuola, ma anche la socialità.

 

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