La storia della calcolatrice

Ecco la storia di qualcosa che tutti conosciamo…

Si tratta di un componente elettrico che si è integrato talmente bene nelle nostre vite che quasi ce ne dimentichiamo, stiamo parlando della calcolatrice che fonda le sue radici diversi millenni fa. Infatti l’uomo, da quando ha iniziato a pensare, progettare o anche solo a relazionarsi più profondamente con la realtà circostante, ha sempre sentito il bisogno di semplificare i calcoli più impegnativi e anche di ridurre l’errore umano.

Pensiamo ad esempio alle transazioni economiche, anche quando ci si basava sul baratto, dove i calcoli sono sempre stati molto importanti. Partendo da questa esigenza circa 4 mila anni fa (nel 2.000 a.c.) è stato inventato l’abaco che ha avviato l’evoluzione di sistemi che aiutassero l’omo.

In realtà per poter vedere le prime calcolatrici si è dovuto aspettare fino al 1623 quando Schickard ha inventato “l’Orologio da Calcolo”, che può essere considerato come il primo vero antenato delle nostre calcolatrici. Si trattava di un sistema di calcolo sempre manuale e che poteva fare solo addizioni o sottrazioni, eppure è stata un’importante innovazione che ha dato il via ad una corsa all’evoluzione di nuove macchine sempre più sofisticate.

Nonostante l’Orologio da Calcolo sia stato il primo sistema di questo tipo dell’età moderna, a riscuotere maggior successo fu la Pascalina (nata circa 20 anni dopo) che prese il nome dal suo inventore Pascal. Anche in questo caso si potevano eseguire solo addizioni e sottrazioni con un massimo di 12 cifre.

Nella seconda metà del secolo però arrivò un’altra innovazione importante. Stiamo parlando del 1672 circa quando Leibniz inventa una macchina in grado di fare tutte le operazioni di base, quindi anche moltiplicazioni e divisioni, insomma un altro importante salto in avanti.

L’innovazione che ha caratterizzato buona parte del 17° secolo, si è praticamente fermata nei 100 anni successivi e, per assistere ad un nuovo salto in avanti si dovette aspettare fino al 1800. In questo periodo Felt realizza la prima addizionatrice a tasti e, nello stesso periodo, ne sviluppa la versione chiamata Comptonmeter in grado di stampare su carta (una specie di scontrino) i risultati delle operazioni.

Però è solo nel 20° secolo che compaiono le prime calcolatrici elettriche molto simili a quelle moderne che, se all’inizio del secolo hanno semplicemente dei piccoli motori per sostituire la manovella usata finora per azionare questi dispositivi, con il tempo diventano dei veri e propri circuiti stampati.

Questa evoluzione è continuata fino ai giorni nostri dove sono stati sviluppati molti modelli, dalle versioni più semplici alle più evolute calcolatrici scientifiche, passando anche alle più specifice calcolatrici di valuta come quelle usate per il cambio euro-lira.

La calcolatrice scientifica ha assunto sembianze molto simili ad un computer e, sono diventate un assistente fidato per studenti di ingegneria, economia e molti istituti tecnici. Dalle sole addizioni e sottrazioni della Pascalina si è passati a funzioni, equazioni, derivate integrali e altri calcoli complessi.

Inoltre, le versioni più avanzate sono addirittura programmabili e permettono di disegnare anche grafici ma l’ultima evoluzione riguarda la “smaterializzazione”, perché oggi basta collegarsi ad uno dei tanti siti disponibili come ad esempio calcolatricescientifica.com ed utilizzare una calcolatrice scientifica online.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!