MotoGP Catalunya: Rossi è Re di Spagna

Il weekend del GP di Catalunya si è aperto con una tragedia: venerdì 3 giugno, durante il turno di prove libere di Moto2 del pomeriggio, è morto il pilota Luis Salom, 24enne di Maiorca.

I genitori del ragazzo hanno chiesto che la gara si svolgesse comunque perché è quello che loro figlio avrebbe voluto. I piloti delle tre classi del moto mondiale hanno onorato più che degnamente il loro compagno scomparso con delle gare superbe, ma ora analizziamo nello specifico gli eventi legati alla MotoGP.

La gara è stata vinta da un eterno Valentino Rossi dopo un bellissimo duello con sorpassi, contro sorpassi e staccate incredibili contro Marc Marquez. Rossi è stato in difficoltà per tutto il weekend, facendo molta fatica e prendendo distacchi notevoli, al contrario di Marquez, subito a suo agio sul nuovo layout del circuito e in grado di fare una pole position strabiliante su gomme dure e di mostrare un passo gara invidiabile. Questo dà ancora più importanza alla vittoria numero 114 del pesarese, che tra le qualifiche del sabato e il warm up di domenica mattina è riuscito a trovare il giusto compromesso per essere veramente competitivo. (in seguito all’incidente di Salom è stato adottato il layout del circuito su cui corre la Formula 1).

A completare il podio troviamo un Dani Pedrosa finalmente in grado di poter correre una gara solida e incisiva. Lo spagnolo di Sabadell si è dovuto sudare il podio e resistere agli insistenti e aggressivi attacchi di Maverick Vinales (su Suzuki) soprattutto nella prima metà di gara, giunto poi quarto al traguardo. Quinto Pol Espargarò su Yamaha Tech 3 e sesto Cal Crutchlow con la Honda del team LCR. 3 moto della casa alata nelle prime sei posizioni, a indicare che la Honda sta crescendo e si sta avvicinando alla Yamaha, dopo una prima parte di stagione in cui ha sofferto parecchio e i risultati venivano collezionati solo grazie all’abilità di Marquez.

Nei primi sei classificati non compare nessuna Ducati e soprattutto Jorge Lorenzo. Che cos’è successo?

Lorenzo ha guidato la gara per i primi 7 passaggi, poi ha calato vistosamente il passo, tanto da retrocedere fino in quinta posizione nell’arco di pochi giri. La pista di Catalunya mette a dura prova le gomme e probabilmente il maiorchino e la sua squadra non sono riusciti a trovare un setup abbastanza conservativo da permettergli di salvaguardare le gomme. Iannone (che correva in sesta posizione per la maggior parte della gara) ha recuperato molto velocemente il vantaggio che lo sperava da Lorenzo e ad otto passaggi dal termine succede quello che può essere definito il momento chiave della gara: Iannone commette un errore di valutazione e falcia Jorge Lorenzo, ponendo fine alla gara di entrambi e permettendo a Marquez (e soprattutto a Rossi) di riaprire il mondiale.

LOREN IAN CADUTA

La prima Ducati al traguardo è dunque quella di Andrea Dovizioso in settima posizione, ma ad oltre 40 secondi di distacco dal vincitore. Troppo, decisamente troppo. Il buon Dovizioso sta faticando ad ingranare e ogni weekend c’è qualche problema che oscura il potenziale suo e della Ducati. Questa volta i problemi sembrano essere stati causati da una gomma posteriore difettosa e dalla scarsissima mancanza di grip della Ducati sul tracciato catalano.

All’ottavo posto troviamo una vera sorpresa: Alvaro Bautista sull’Aprilia. Lo spagnolo è arrivato al traguardo a 1.5 secondi dalla Ducati di Dovizioso. Finalmente in questa gara si sono visti i primi frutti del lavoro di sviluppo della casa di Noale. Completano la top10 Danilo Petrucci con la Ducati GP15 del Team Pramac e Hector Barberà, (su una Ducati del 2014) autore di un sorprendente quarto posto in qualifica. A seguire troviamo in undicesima posizione Miller, poi in ordine Bradl con l’altra Aprilia, Laverty, Rabat, Pirro, Redding ed Hernandez.

Ritirati i gia nominati Lorenzo e Iannone insieme ad Aleix Espargarò (in fortissimo contrasto con la dirigenza Suzuki per il trattamento che gli stanno riservando negli ultimi mesi) e Bradley Smith.

La tragedia della morte di Salom ha unito tutti i piloti del paddock, a discapito delle polemiche scaturite il sabato in seguito alla modifica del circuito. Tutti i piloti hanno corso per una ragione ben più importante che una classifica. Valentino Rossi e Marc Marquez, dopo la gara nel parco chiuso si sono scambiati un’inaspettata stretta di mano, forse a indicare che tra di loro si sta restaurando un rapporto di rispetto (seppur minimo) dal punto di vista perlomeno lavorativo. Gli eventi dello scorso anno non sono cancellabili, ma questa stretta di mano è emblematica e la pulizia e correttezza del loro duello in pista lo è ancor di più.

Questa gara è stata la fenice che risorge dalle ceneri per la MotoGP e tra due settimane vedremo un’altra entusiasmante gara ad Assen, in Olanda. In onore di Luis, in onore di tutti noi appassionati.

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Luca Golfrè Andreasi

 

 

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