Ibanez Artcore AK85 DVS

Ibanez Aertcore AK85 DVS

Per molti anni, il Giappone prima, la Corea, Taiwan e la Cina poi, sono stati sinonimo di produzioni a basso costo e bassa qualità.
Tale equazione, oggi, non è scontata.
Un tratto distintivo di queste produzioni rimane il prezzo “popolare”, specie se si fa un raffronto con i prodotti d’oltre oceano, ma l’accusa di scarsa qualità deriva più che altro da vecchi pregiudizi.
Sul (basso) costo della mano d’opera si stanno dando battaglia tutte le case produttrici.
Perfino le aziende giapponesi, oggi, trasferiscono parte delle loro produzioni in Cina, Corea o Taiwan.
È il caso del colosso nipponico lbanez, che ha scelto di realizzare alcune delle proprie linee di prodotti in Cina e aggredisce il mercato mondiale con strumenti estremamente accattivanti nell’estetica e nelle prestazioni, a prezzi per lo meno sorprendenti.

L’Ibanez AK85 DVS appartiene alla serie di strumenti denominata Artcore, interamente realizzata in Cina.
La serie Artcore comprende svariati modelli, tutti appartenenti alla categoria delle chitarre semiacustiche o hollow body.
L’AK85 DVS appartiene a quest’ultima tipologia, che comprende strumenti comunemente identificati con l’appellativo di “chitarre da jazz“.
Questo modello è fornito nell’unico colore Dark Violin Sunburst, da cui DVS.
Si tratta di un sunburst ottimo, dalle tonalità molto calde, che oltre a essere assai originale, mette ben in risalto le pregevoli figurazioni dei legni donando un piacevolissimo effetto vintage.
Le essenze impiegate sono un ottimo acero fiammato per le fasce e il fondo (rifinito con la figurazione “a spina di pesce” tipica, per esempio, dei top delle solid body), mentre per la tavola armonica si è optato per un sottile laminato di abete a due strati, che rende la chitarra molto sonora anche se suonata da spenta.
Il manico è costruito in tre pezzi incollati longitudinalmente, che costituiscono un sandwich mogano-acero-mogano, secondo una tecnica, adottata da molti costruttori, che rende il manico rigido e stabile; lo spessore ridotto e la raggiatura moderata concorrono a creare una sensazione di grande scorrevolezza e comodità, come da tradizione Ibanez.

La paletta, inclinata all’indietro, è verniciata in nero e reca il toga del costruttore, nonché il simbolo della serie Artcore, realizzati in eleganti intarsi di abalone.
La tastiera è in palissandro, con segnatasti rettangolari estremamente raffinati costituiti da una cornice in acero fiammato che racchiude un inserto in abalone; binding color avorio ornano entrambi i lati, proseguendo anche attorno al profilo della paletta, della cassa e delle tradizionali buche a “f”.
Le meccaniche sono cromate, del tipo autolubrificato e appaiono di fattura simile alle classiche Gotoh, con pomelli di generose dimensioni.

A prima vista, l’AK85 potrebbe essere presa per una copia della Gibson 175 (del resto l’Ibanez ne ha prodotte per anni).
Di questo classico modello americano, in realtà, riproduce fedelmente solo la forma della cassa, con la spalla mancante di tipo fiorentino.
A ben guardare, infatti, vi sono differenze sostanziali tra questa chitarra e la grande signora del jazz di tutti i tempi: lo spessore della cassa, per esempio, si limita a 7 cm (come la Gibson ES125) contro i 10 dell’americana, che presenta un ponte mobile “tune ‘o matic” in metallo, con supporto in legno, che qui invece è realizzato interamente in essenza di boubinga.