Un discorso oggettivo sulle sorti dell’economia italiana

economia Italiana

L’ instabilità intrinseca del sistema euro e la strutturale debolezza dell’economia italiana sono i fattori che influenzano negativamente le prospettive sull’andamento dell’economia del bel paese e ci forniscono un’immagine molto negativa per la quale l’Italia sia in declino perenne.

Una riflessione più obiettiva, più risoluta a trovare le effettive condizioni in cui versa l’Italia, però, presuppone ben più che semplici e soggettive analisi basate sul ”sentiment” del mercato. In effetti, riflettendo sulle  varie previsioni economiche e i vari titoli dei giornali sull’economia del bel paese ci si rende conto di quanto per anni la stampa sia stata o troppo ottimistica o catastrofica nel prevedere il futuro dello stivale.

Scetticismo intrinsecamente italiano

Influenzate dallo scetticismo intrinsecamente italiano verso le istituzioni politiche nazionali, scetticismo tra l’altro alimentato da quello ben più grande verso quelle europee, le varie testate hanno di solito preferito darci un’immagine pessimistica sul sistema economico nazionale ed europeo.

Eppure, oggi ci troviamo di fronte ad una condizione in cui non bastano queste analisi ”ad occhio” per capire cosa effettivamente sta accadendo in Italia. I dati ci guideranno nell’impresa di capire quale sia effettivamente il destino della povera Italia.

Prima di tutto, il dato più citato tra tutti per capire l’andamento dell’economia di un paese, il Pil, pur nella sua lentezza, mostra il segno più da troppo tempo perché ci si possa rifugiare nella scomoda ma comune idea per la quale l’Italia sia in declino totale: è da 7 trimestri che esso è positivo(non contando il secondo trimestre 2016 in cui il Pil è rimasto al palo) e 7 trimestri sono tanti, includendo anche il terzo trimestre visto che le ultime rivelazioni ci dicono che sarà ampiamente positivo.

Eppure, per quanto importanti, le variazioni del Pil non bastano a farci capire la realtà del paese: la produzione industriale ha avuto un buon balzo nel terzo trimestre(+0,8% secondo confindustria) a dimostrazione della dinamicità dell’economia italiana, balzo rafforzato dal buon andamento della produzione industriale di ottobre che, sempre secondo confindustria, segnerebbe un esaltante +0,7% pur essendo per ora un dato non definitivo.

Conti con l’estero? Positivi

I conti con l’estero sono ampiamente positivi: abbiamo un surplus commerciale con l’estero-ossia esportiamo più di quanto importiamo, il che significa che siamo competitivi commercialmente- molto ampio che non accenna a diminuire.

Eppure non tutto va come dovrebbe: la ripresa è lenta e fatica a diffondersi, le persone aventi basso reddito soffrono ancora della crisi e stentano a vederne la fine. Ciò però che si vuole sottolineare è il fatto che si tende a confondere la politica con l’economia: pur di attaccare Renzi, si esagerano i danni della crisi e si svalutano i risultati economici dall’Italia avuti in questi due anni di ripresa.

La verità è molto semplice: c’è molta strada da fare perché l’Italia possa riprendersi definitivamente dalla crisi ma appare difficile dare ragione alle interpretazioni pessimistiche per le quali l’Italia sia in perenne declino. Pur nelle sue difficoltà, il bel paese sta dando prestazioni economiche decenti in grado di garantirci un relativo e sostenibile sviluppo a patto che la crescita continui e si rafforzi. Altre interpretazioni non poggiano su dati e di solito fanno leva su un populistico odio generalizzato verso la classe politica col quale si offusca la visione delle persone sul reale andamento dell’economia, moderatamente positivo.

In definitiva, pur nei suoi problemi, l’italia va relativamente bene e i dati sul Pil, sulla bilancia commerciale, sull’andamento positivo dei redditi, sulle buone performance dell’industria ne sono la massima dimostrazione.

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