Contaminazione: creare e sperimentare la “nuova” danza

Non vi siete mai chiesti cosa veramente vuol dire danzare? Cosa vuol dire salire su un palcoscenico e ritrovarsi davanti ad una folla di persone che sono lì solo per ammirare il tuo lavoro? Forse da spettatore non è la stessa cosa ma da ballerina posso assicurarvi che è l’emozione più bella che ci possa essere.

È un bisogno, una necessità che ti parte dal cuore, un’istinto che non riesci a controllare, un amore folle , emozioni, solo emozioni incontrollabili che ti rapiscono in un movimento che ad un certo punto non sai più gestire.

Danza, un’arte che risale ormai all’800 che ha vissuto molteplici cambiamenti e sviluppi in ogni aspetto. Sperimentare e’ forse la parola chiave della “nuova” danza, unire più stili e vederne il risultato. Contaminare. Utilizzare ad esempio i passi e le tecniche delle danze urbane e unirli alla danza moderna/contemporanea o addirittura al teatro danza.

Non solo,attraverso le esperienze personali di ogni ballerino e le emozioni che si riescono a trarre anche dalla musica, si crea una magia che fa della danza un’arte ancora più speciale di quello che è . Si crea un movimento armonioso di corpi che vogliono raccontarsi , che vogliono esprimere attraverso i gesti, il corpo e soprattutto il viso , gli occhi, lo specchio dell’anima.

La danza e’ espressività , il corpo del ballerino e’ un contenitore di sentimenti che attraverso il movimento li comunica. La danza diviene un linguaggio, il linguaggio utilizzato da noi ballerini per parlare di noi stessi , per raccontarci e per trasmettere gesti reali.

Tanti sono i coreografi e le compagnie che creano e sperimentano tra cui L.I.F.E. nata da poco in provincia di Bergamo che debutterà il 3 maggio con uno spettacolo molto particolare, il percorso autobiografico della coreografa attraverso tre tematiche , sogno, passione e vita. Ecco perché si può parlare di una “nuova” danza , perché attraverso la sperimentazione e la creazione di gesti ed emozioni nuove si creano anche nuovi linguaggi.