La Bella e la Bestia, lo “scalpore” gay arriva nel mondo Disney

La Bella e la Bestia, lo “scalpore” gay arriva nel mondo Disney

Il film de La Bella e la Bestia uscito il 16 marzo scorso ha battuto ogni previsione di record e non ha mancato di far parlare di sé, per le sue scene omosessuali, vere o presunte.

La Bella e la Bestia, film live-action del cartone del 1991 firmato Disney, che è stato il primo cartone ad aver ricevuto la nomination agli Oscar come Miglior lungometraggio, è uscito a metà marzo nelle sale italiane ed è già campione d’incassi al botteghino. Nessuno tuttavia avrebbe pensato di trovarsi ad aver a che fare, guardando il film, con un vero e proprio “caso morale”.

Il caso “scandalo”. Il caso è scoppiato quando alla prima londinese il regista Bill Condon ha parlato della scena finale come di un momento “esclusivamente gay”, primo caso del genere nella storia delle pellicole Disney. Il regista faceva riferimento al punto del film in cui, in un momento di confusione al castello della Bestia, Miss guardaroba si scontra con tre ceffi di Gaston, travestendoli da donna. In questo modo, uno di loro, Le Tont (in lingua originale Le Fou, interpretato da Josh Gad), personaggio apertamente gay, si trova a ballare nella scena finale del film, con l’inseparabile amico Gaston. Se ci sia o meno il bacio tra i due uomini non vogliamo svelarlo. Ciò che è sicuro però è che la presenza del personaggio gay nella pellicola, le dichiarazioni del regista Bill Condon, che ha apertamente dichiarato la propria omosessualità, e il recente coming out dell’attore Luke Evans, che interpreta Gaston e del quale possiamo apprendere le note biografiche dal sito di approfondimento sul cinema screenweek.it, hanno fatto gridare i più conservatori allo scandalo: da questi il film è stato, infatti, interpretato come chiaro esempio di propaganda gay.

Film “censurato” in varie parti del mondo. Tra i reazionari che non hanno voluto accettare l’apertura del film all’universo omosessuale, si colloca un cinema dell’Alabama, che ha rifiutato la proiezione del film “per non compromettere quello che insegna la Bibbia”. In Russia invece la visione del film è stata vietata ufficialmente ai minori di 16 anni, nonostante l’omosessualità nel Paese sia stata rimossa, già nel 1999, dall’elenco dei disturbi psichiatrici. Il caso più eclatante si è registrato poi in Malaysia, dove i censori locali avevano chiesto il taglio della scena gay, che era contraria alla morale del Paese a maggioranza islamica: dopo giorni di infuocate polemiche con la Disney, si è accettato alla fine di proiettare il film nelle sale senza tagli.

Ma poteva Le Fou innamorarsi davvero di Gaston? Il regista ha rivelato, a proposito, che quello che voleva trasmettere, attraverso Le Fou, era la visione di un personaggio in cerca della propria identità che “un giorno vuole essere Gaston, il giorno dopo vuole baciarlo”. L’obiettivo del regista comunque sembra non essere stato quello di porre al centro dell’attenzione pubblica l’omosessualità, quanto l’amore, che si può manifestare in tutte le sue forme possibili.

A proposito di “diversità” c’è anche un altro personaggio “diverso” di cui gli abitanti del villaggio hanno paura e di cui vogliono liberarsi: si tratta questa volta proprio del protagonista, la Bestia. Xenofobia premeditata oppure no? Non abbiamo una risposta in merito, ma sicuramente le magiche danze e ambientazioni del film riescono per un attimo a farci mettere da parte tutti gli orrori del mondo in cui viviamo.

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