Le perversioni dell’assassino di Jessica sconvolgo gli inquirenti: ecco cosa aveva a casa

L’assassino di Jessica era solo in apparenza un uomo normale. Alessandro Garlaschi aveva disturbi della personalità e della sessualità. Ecco cosa faceva

Il giallo dell’omicidio di Jessica, sta facendo parlare tutta l’Italia. Ma chi è veramente il suo assassino? Alessandro Garlaschi, a quanto pare, era un uomo con gravi disturbi della personalità e della sessualità. Con la sua compagna aveva un rapporto a dir poco particolare.

L’uomo spesso ospitava a casa sua giovani ragazze in difficoltà e quando questo accadeva la moglie, che lui presentava a tutte le ragazze che ospitava come la sorella, andava a dormire dalla madre.

La donna probabilmente era incapace di abbandonare un uomo perverso e depravato e intanto subiva anche lei, in prima persona, le sue follie. La cosa più sconcertante, è che l’uomo spesso si serviva anche del nome della moglie, Veronica, per vendere online oggetti sessuali che trovava ancora non è chiaro dopo.

Oggetti come maschere fetish in lattice, manette col peluche, perizomi di pelle, frustini, intimo sexy. Alessandro quindi fingeva di essere una donna che vendeva i propri oggetti sessuali. Più di un utente ha acquistato da lui e poi successivamente si lamentò del fatto che piuttosto che trovarsi di fronte ad una donna, si trovò davanti lui.

Sul Corriere della Sera degli esperti hanno provato ad analizzare il suo profilo e parlano di una

“personalità sconnessa caratterizzata da un immaginario infantile, immaturo, bambinesco. Il tutto unito a una sessualità ossessiva, assillante perché inespressa, tormentata e sublimata nelle navigazioni in Rete, nelle fotografie, negli approcci con le ragazzine”.

Decisamente un quadro fortemente sconcertante ma anche chiarificatore di una personalità contorta e malata. Ma come era finita Jessica a casa di Alessandro? L’assassino rispose all’annuncio che scrisse la ragazza sul giornale:

“Ciao a tutti, mi chiamo Jessica sono una ragazza di 19 anni… Mi offro come: badante, baby-sitter, dog-sitter, pulizie..”.

Alessandro cercava esattamente profili come quelli di Jessica: ragazze problematiche, perché secondo lui più disposte ad accettare le sue orribili richieste. Un approccio sessuale che chiaramente Jessica aveva rifiutato pagando con la propria vita.

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