Un’oscura estate da leggere, in compagnia di Barbara Baraldi

Sotto l’ombrellone, sul divano o dovunque voi siate, potete immergervi in quest’oscura estate, in compagnia di un’ottima scrittrice. Barbara Baraldi.

Sono un lettore. Un accanito lettore, un lettore ossessivo e compulsivo per essere più preciso. Letture che sconfinano in quasi tutti i generi, che l’editoria moderna propone. Eppure in questi anni mi sono perso una grossa fetta di letteratura per la mia naturale ritrosia allo scrittore nostrano. Non mi sono fatto mancare i libri dei famosi giornalisti, come Oriana Fallaci, Tiziano Terzani ed Enzo Biagi, per citarne alcuni ma ho perso il fantastico mondo dell’immaginario Italico. Recentemente alla fiera del fumetto di Milano ho avuto la mia epifania. L’incontro con uno scrittore di romanzi storici e fantasy ambientati nella Firenze rinascimentale, ha acceso una scintilla. Da quel momento ho tralasciato tutti gli autori stranieri e mi sono cimentato in una scalata al recupero della nostra narrativa.

I nomi dei grandi maestri italiani sono aumentati a dismisura, sommergendomi con i loro tomi e per quanto sia veloce nella lettura, sono ancora indietro rispetto alle loro produzioni. Parliamo di Danilo Arona, Samuel Marolla, Luigi Musolino, Davide Mana, Livio Gamberini, Alessandro Girola, Licia Troisi e tanti altri.

Scalviati: da Torino alla bassa!

Tra questi, mi ha colpito una giovane scrittrice con un ottimo curriculum alle spalle. Sceneggiatrice di Dylan Dog, collaboratrice di una rivista ad ampia diffusione e autrice di thriller e romanzi per ragazzi. Sto parlando di Barbara Baraldi.

In questo periodo sta promuovendo il suo ultimo libro in giro per l’Italia, “Osservatore Oscuro” che è il secondo della serie dedicata ad Aurora Scalviati. Il primo libro, “Aurora nel buio” edito da Giunti Editore, ha vinto il Premio Garfagnana in giallo 2017 e ottenuto ottime recensioni dalla stampa e dagli stessi lettori.

Letto, divorato e assolutamente consigliato.

La protagonista è una profiler della polizia che durante uno scontro a fuoco, viene ferita alla testa. Un frammento del proiettile, impossibile da estrarre, gli rimane nel cranio provocandogli violente emicranie. Lo stress post traumatico (perde un compagno durante l’azione) gli provoca disturbi bipolari e viene trasferita in cerca di un possibile nuovo inizio, in una piccola cittadina dell’ Emilia. Al suo arrivo però non trova la tranquillità sperata ma un brutale omicidio, che la scaraventa in un nuovo incubo.

La storia e i personaggi viaggiano in una sintonia perfetta, le pagine scivolano via e si rimane incantati dallo svolgimento. Tutto quello che succede, è possibile, lo ritroviamo nelle cronache, ma collocarlo in una provincia italiana potrebbe essere tirato in qualche modo. La grande destrezza dell’autrice, però, lo rende reale e quindi vivo ai nostri occhi.

In conclusione se volete leggere un ottimo thriller, paragonabile a Kay Scarpetta di Patricia Cornwell, regalatevi questo libro, perché le aspettative sono ampiamente ripagate.

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