Samuel Marolla e la Milano (possibilmente non) da bere

 

Entità, ossessioni, perversioni e tanto nella Milano descritta da Samuel Marolla, autore incredibile!

Uno spregiudicato manager scopre che nei parcheggi sotterranei dell’avveniristico grattacielo della sua multinazionale, edificato nel centro della città su rovine millenarie, una forza antica e malefica si è risvegliata da un lungo sonno.

Ho vissuto a Milano per quattro anni e per fortuna non ho mai incappato in situazioni al limite come quelle descritte dall’autore. Samuel Marolla è spietato, crudo e dannatamente bravo a descrivere l’ossessione e la decadenza umana. Scrittore, fumettista, vincitore di premi prestigiosi è uno dei cuori pulsanti della narrativa scura italiana.

Quindi per quanto l’autore sia conosciuto, io, come ho descritto in un altro articolo su Baraldi, non ho avuto il piacere di avventurarsi prima, in questo incredibile mondo. Lo scrittore mi ha coinvolto dall’incipit iniziale e l’ho amato da subito. Il primo ‘La galaverna’ è un’antologia di racconti surreali e dai toni prettamente scuri. Il primo, che da il nome alla raccolta, racconta di sesso, droga e lavoro legati a filo doppio al protagonista che viene violato e gettato nella fossa senza poter nulla fare contro un destino assai crudele. Non rappresenta la follia reale come lo scrittore Alessandro Girola, ma ci spinge oltre, nel mistico, nel paranormale e nel magico.

Milano, 2013. Augusto Ghites  entra in contatto con gli spiriti dei defunti solo sniffando o fumando le loro ceneri, come se si trattasse di una droga qualsiasi…

L’altro è Imago mortis. Il protagonista con doti particolari è assunto per scoprire chi ha ucciso delle prostitute nel lontano 1953. Dentro il romanzo troviamo lo stile presente in Galaverna, ma con toni più acidi e irritanti verso l’umanità presente nella capitale finanziaria italiana. Ottimo esempio di scrittura scorrevole ma impegnata, che tiene sospeso il lettore sino all’ultima pagina.

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