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Insulta Salvini su Facebook: il Ministro gli chiede 20mila euro di danni

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Insulta Salvini su Facebook: il Ministro gli chiede 20mila euro di danni
Salvini, in tribunale contro chi l'ha criticato

Ha portato in tribunale, Matteo Salvini, il ragazzo che gli aveva consigliato di ammazzarsi sui social. Il Ministro per risarcimento danni gli chiede 20mila euro

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini viene criticato tutti i giorni da tante persone, ma questa volta ad un hater non è andata molto bene. Il ragazzo lo aveva criticato sui social e gli aveva anche consigliato di ammazzarsi. E’ per questo che Salvini ha deciso di portarlo in tribunale e chiedergli 20mila euro di risarcimento danni.

La reazione dopo gli insulti

Salvini non ha reagito benissimo dopo gli insulti. Il Ministro ha deciso di mostrare cosa riesce a fare contro chi, senza temere conseguenze lo insulta. Il ragazzo ci ha messo però nome e cognome, Valerio Ferrandi. Ma non è un nome qualunque, lui è il noto esponente dell’area anarchica milanese. Il Ministro dell’interno lo ha accusato di calunnia e diffamazione. Nel 2016 scrisse su Facebook:

“Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca”.

Parole molto dure quelle che il 32enne, rivolse al leader del Carroccio, sotto un post pubblicato dallo stesso Salvini in occasione delle celebrazioni del 25 aprile del 2016. Parole che l’hanno portato diritto in tribunale.

“prima o poi verrai appeso a un lampione, ne sei consapevole?”.

Le conseguenze per Valerio

Il ragazzo si sentiva invincibile con lo pseudonimo di Frederic Dubarrè, è finito in tribunale. Il vicepremier leghista sii è costituito parte civile e ha chiesto a Ferrandi 20mila euro di danni. Il pm Enrico Pavone aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine poi però respinta da un gip che ne ordinò l’imputazione coatta.

Ieri si è tenuta la prima udienza, con la Lega che ha chiesto di costituirsi parte civile contro il 23enne. Il giudice  monocratico Giuseppe Vanore ha però bocciato l’istanza. Il prossimo 30 gennaio verrà ascoltato il Ministro dell’Interno. Valerio Ferrandi è figlio di Mario Ferrandi, ex membro dell’organizzazione armata di estrema sinistra Prima Linea.

Ai giornalisti, il ragazzo ha dichiarato:

“Il signor Salvini dovrebbe evitare le consuete provocazioni. La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta”.