‘Salvini sparati in bocca’. E lui chiede la condanna dell’antagonista. Ecco chi è stato

‘Salvini sparati in bocca’. E lui chiede la condanna dell'antagonista. Ecco chi è stato

Iniziato il procedimento contro Valerio Ferrandi, antagonista milanese e leader dell’area anarchica che aveva scritto pesanti parole replicando a un post del leader della Lega il 25 aprile 2016. Il ministro Salvini, che chiede 20 mila euro di danni, sarà sentito in aula il 30 gennaio

“Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca. Ps: prima o poi verrai appeso a un lampione, ne sei consapevole?”.

E’ questa la frase ignobile che qualche tempo fa è apparsa su Facebook, attraverso un profilo ‘fake’, nascondendosi dietro il nome Frederic Dubarrè. Valerio Ferrandi, giovane antagonista milanese e leader dell’area anarchica, ha pesantemente replicato ad un post del leader della Lega Nord Matteo Salvini, il 25 aprile del 2016. Un attacco alle istituzioni del Paese, a due anni da allora fa un certo effetto che proprio dalle mani di Mattarella il leghista ha ricevuto il mandato da ministro dell’Interno. A causa di questa offesa, il ragazzo è finito a processo con l’accusa di diffamazione e minacce. Procedimento nel quale lo stesso vice Premier Salvini si è costituito parte civile, chiedendo all’imputato 20 mila euro di danni.

Martedì scorso si è tenuta la prima udienza del processo contro il ragazzo che ha diffamato Salvini 

La prima udienza del processo a carico del giovane si è tenuta martedì scorso davanti al giudice Giuseppe Vanore. Mentre il prossimo 30 gennaio 2019 sarà sentito il leader del Carroccio nonché neo ministro dell’Interno.

“In una giornata sacra come il 25 aprile il signor Salvini dovrebbe evitare le consuete provocazioni. La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta”,

ha dichiarato fuori dall’aula Ferrandi, figlio di Mario, ex di Prima Linea, organizzazione armata di estrema sinistra degli anni ’70 e ’80. Valerio Ferrandi, inoltre, in passato è rimasto coinvolto in alcune indagini sull’area anarchica-antagonista milanese.

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