De Crescenzo e lo schiaffo a Saviano: “Gomorra? Non l’ho nemmeno visto ma…”

Saviano
De Crescenzo e il pensiero su Gomorra di Saviano

Lo scrittore napoletano Luciano De Crescenzo arrivato ai suoi 90 anni, tira le somme della sua vita e della sua Napoli. Ecco quello che dichiara su Saviano

Luciano De Crescenzo non è amante di Gomorra, di Roberto Saviano. De Crescenzo è tra gli scrittori napoletani uno dei più amati. A quanto pare però, non trova perfettamente in linea il suo pensiero con quello del collega.

Saviano, lo schiaffo di De Crescenzo

Ha da poco festeggiato il suo 90esimo compleanno Luciano De Crescenzo. Saviano? Per lui è un bravo scrittore ma ha fatto un ritratto forse un po’ troppo negativo della sua amata Napoli. Novant’anni sono tanti e, in un’intervista prova a tirare le somme. Al giornalista che gli chiede se questi anni gli pesano, lui risponde con ironia:

«Più che gli anni pesano gli acciacchi».

D’altronde, tutti ne abbiamo qualcuno. Lo scrittore, attore, presentatore e “simpatizzante filosofo, non può fare a meno di parlare della sua città, quella amata, criticata e celebrata nei suoi libri, nei film e nei programi Tv.

Il pensiero su Gomorra

Il Giornalista de Il Mattino prova a strappargli un parere su un libro e una serie Tv che hanno spopolato, Gomorra. L’autore Roberto Saviano, nei suoi libri non ha fatto un ritratto molto carino di Napoli. Per alcuni è veritiero, per altri solo in parte.

De Crescenzo confessa:

«Io Gomorra non l’ho mai visto, ma non per partito preso; semplicemente perché guardo poco la televisione. Credo sia importante denunciare certi peccati, senza però perdere di vista quel che c’è di positivo. Quando scrissi Così parlò Bellavista, chiusi il libro con questa frase: Ciononostante, in questo mondo del progresso, in questo mondo pieno di missili e di bombe atomiche, io penso che Napoli sia ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere.”

Infine precisa, lanciando una frecciatina all’autore napoletano:

Mi sembrava un buon auspicio, un messaggio di speranza. Dall’uscita del libro sono passati 30 anni e tante cose non sono cambiate. Penso alla camorra, ai rifiuti, al traffico Negli ultimi tempi però, mi sembra che Napoli abbia riconquistato un po’ di quel sano folklore che l’ha resa famosa nel mondo».

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