Il Ponte Morandi è rimasto aperto per colpa del PD. Bechis svela lo schifo nascosto

Ponte
Morandi, il ponte e il retroscena

A quanto pare, i retroscena sulla vicenda del Ponte Morandi non sono finiti. Adesso emerge che a volere il ponte aperto è stato proprio il PD

Il ponte come ormai sarà noto a tutti nasce da un progettato dall’ architetto Riccardo Morandi e realizzato da Dante Rossi negli anni Sessanta sul viadotto Polcevera dell’autostrada di Genova.

Il retroscena sul ponte

Il ponte Morandi fu considerato a rischio da chi gestiva l’infrastruttura nel lontanissimo 1994. Fu la società Autostrade a segnalare la pericolosità: il ponte era stato immaginato per un transito di 20 mila autovetture al giorno, e già all’epoca ne passavano più di 60 mila, il triplo di quello per cui era stato pensato.

Furono necessari 40 miliardi di vecchie lire per intervenire. Fu approvato dal governo dell’ epoca (quello di Silvio Berlusconi), furono fatti i bandi di gara, assegnate le commesse alle aziende vincitrici, ma non tutto andò come pre stabilito.

Il Governo Prodi

Arrivò, dopo il Governo Berlusconi, il Governo Prodi e un ministro dei Trasporti sensibilissimo alle proteste liguri contro i nuovi lavori: Claudio Burlando. Il Ministro, non si sa esattamente perchè, bloccò il passante che si stava costruendo. La società Autostrade dovette anche pagare le penali alle imprese che avevano iniziato inutilmente i lavori

La società Autostrade divenne privata, il passante venne inserito dal governo di Silvio Berlusconi e il suo nome mutò in “Gronda” ma l’una o l’altra fazione politica ostacolarono il progetto ritenendolo inutile.

Il PD e il sostegno dei grillini

Il Pd poi negli ultimi tempi è stato sostenuto anche dal M5s. Alessandro Repetto, fece però una previsione:

«Non vorrei fare l’ uccello del malaugurio, ma il ponte Morandi crollerà, e allora tutti avremmo sulla coscienza i no di oggi alla variante…».

In tanto hanno ostacolato il progetto. Nel 2009 fu quella di Ansaldo Energia del gruppo Finmeccanica, che disse  che il progetto Gronda metteva a rischio 2.800 posti di lavoro lì perché le loro fabbriche avrebbero dovuto essere spostate da dove erano: sotto il ponte Morandi.

Anche la manutenzione del ponte ha avuto delle falle tra un governo e l’altro. La denuncia di Bechis è davvero un coltello nella piaga per il Pd.

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