Ragazza violentata da due Rom: la vergognosa reazione della Boldrini

Boldrini
Laura Boldrini e la reazione alla lettera della ragazza violentata

Laura Boldrini non è sicuramente la deputata più simpatica. Uno dei motivo è proprio il fatto che, secondo alcuni, è distante dai problemi dei cittadini

Una ragazza ha raccontato a Laura Boldrini il calvario di uno stupro subito da due rom, ma Ministra non le ha dato alcuna risposta.

La reazione della Boldrinii

Non ci si aspetterebbe mai una reazione come quella di Laura Boldrini ad un racconto drammatico di un calvario come quello che ha subito la ragazza in questione. La vittima, violentata da due Rom ha scritto sia a lei che a Virginia Raggi per avere giustizia ma nessuna delle due ha risposto.

Lo stupro risale al maggio scorso. La ragazza, 25 anni è stata violentata da due nomadi. La ragazza ha scritto nella lettera che avrebbe voluto pene più severe per chi commette reati così duri e orribili.

Boldrini non risponde

La ragazza, rammaricata, si è sfogata così sui social:

“Eppure ci contavo, chi più di lei, una donna al vertice delle istituzioni, avrebbe potuto cogliere il grido d’allarme di un’altra donna? Niente, così come non mi ha degnata di un cenno il sindaco Virginia Raggi. Non so nemmeno quante volte le ho scritto”.

Poi racconta di quel brutto episodio che probabilmente non dimenticherà mai:

“Tanta tristezza, impotenza, schifo. Si può dire schifo? Quando toccò a me, quando riuscii a scappare da quell’inferno nel quale mi avevano segregata, intrapresi una battaglia al fianco di mio padre per mobilitare il quartiere e le coscienze. Per chiedere a tutti di reagire contro il degrado che favorisce situazioni simili”.

Ma il suo dolore è continuato anche nelle aule di tribunale:

“Ci misi la mia faccia, ricacciandomi indietro lacrime versate cercando di far pace con la notte. Non ho ottenuto niente, solo giudizi affrettati, qualche risatina. L’avvocato di uno dei due vermiche mi hanno violentata, in aula, mi ha fatto domande sulla mia vita sessuale.Come fossi stata io la responsabile di ciò che avevo subito”.

Un grido di dolore che lo stato però non ha colto.

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