Ponte Morandi: il regalo di Romano Prodi ai Benetton

Ponte Morandi: il regalo di Romano Prodi ai Benetton

La storia di Autostrade per l’Italia non è solamente una storia fatta da imprenditori ma anche da politici. E tra le persone che rientrano in questa vicenda, senza dubbio c’è Romano Prodi. Da presidente dell’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale), che l’ex premier pose le basi per le privatizzazioni nel 1983. Qualche anno dopo, precisamente nel 1996, il primo esecutivo di Romano Prodi ha avviato l’iter per cedere la quota di Autostrade per l’Italia. In quel periodo, infatti, erano statali.

Il regalo di Romano Prodi ai Benetton

Romano Prodi, che in quel periodo era presidente del Consiglio dei Ministri, ha premuto a fare cassa a tutti costi per abbattere il debito pubblico per entrare nell’euro. Quindi, è stato stabilito un meccanismo di adeguamento delle tariffe abbastanza vantaggiose. Il motivo? Per convincere degli investitori a entrare nella società depositando il capitale disponibile. E per la stessa ed identica motivazione, il 4 agosto del 1997 è stata prorogata la concessione delle Autostrade per un altro ventennio, ovvero dal 2018 al 2038. Delle scelte che sono state contestate dalla Corte dei Conti e anche dall’Unione Europea.

La concessione delle Autostrade italiane ai privati 

Un vantaggio per i gestori delle Autostrade italiane è quello di poter caricare nelle tariffe il recupero finanziario di investimenti che si faranno molto probabilmente in futuro. Infine, il concedente ovvero lo Stato, in caso di grave inadempienza del concessionario, in questo caso Autostrade per l’Italia, può fare decadere la concessione. Ma se succede deve indennizzarlo dei profitti che avrebbe conseguito per gli annui residui della concessione. In questi giorni, dopo il crollo del Ponte