Al Bano e Romina, il figlio Yari confessa: “Stavano per rapirmi, ero con Ylenia…

Yari
Il racconto choc di Yari

Yari Carrisi è sicuramente il figlio d Romina e Al Bano che meno fa parlare di sé. Eppure, in una vecchia intervista, rivelò un evento del suo passato che mette i brividi addosso ancora oggi

In una vecchia intervista, Yari Carrisi rivela un evento del passato che ha condizionato la sua vita e quella della sua famiglia e che solo rileggerlo mette i brividi.

Yari, il racconto del rapimento

Yari Carrisi era solo un ragazzino quando rischiò di essere rapito. Il figlio di Al Bano e Romina racconta una verità sconvolgente che ancora oggi fa venire la pelle d’oca. In una vecchia intervista Yari confessò che quando aveva appena 12-13 anni rischiò di essere portato via dai suoi genitori da rapitori che avrebbero potuto richiedere un riscatto e addirittura ucciderlo.

Ai figli di personaggi famosi queste cose accadono. Lui era il bersaglio più facile. Sua sorella Ylenia era più grande di lui, più difficile da acciuffare. Per fortuna però un angelo gli salvò la vita.

Yari e il suo racconto

In un’intervista a Barbara D’Urso Yari Carrisi, rivela quanto quell’esperienza gli abbia cambiato l’esistenza:

“Hanno tentato di rapirmi, avevo 12 o 13 anni, ma un angelo custode mi ha salvato. A quel punto però i miei genitori hanno preferito mandarmi a studiare in Svizzera con mia sorella”.

E’ proprio lì che lui e Ylenia conoscono amici, figli di personaggi famosi, come la figlia di Ornella Muti e altri personaggi. Ylenia, come tutti tristemente sanno, scomparve a New Orleans nel 1994.

Il suo drammatico racconto termina così:

“I miei genitori non mi hanno mai trattato da bambino per fortuna. Ho saputo fin dall’inizio il rischio che stavo correndo e ho accettato ben volentieri il trasferimento in Svizzera, dove, tra l’altro, si è aperto un nuovo capitolo della mia vita. Ho conosciuto persone stupende e non posso certo lamentarmi. Anni dopo ho conosciuto la persona che mi ha salvato la vita, lo voglio ringraziare ancora oggi”.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!