Google compie 20 anni: com’è cambiato il web

Era il 15 settembre 1997 quando due studenti della Stanford University, in California, registrarono il dominio www.google.com. Larry Page e Sergey Brin fondarono poi, il 4 settembre del 1998, la società che sarebbe divenuta sinonimo di Internet.

Oggi la rete sarebbe impensabile senza Google, oramai quel “cerca su Google” è diventata una delle frasi più pronunciate al mondo. Sinonimo di globalizzazione, il motore di ricerca dei due studenti californiani ha soppiantato la concorrenza. Negli anni, Google è diventato anche altro. Ogni impresa che voglia avere una qualche possibilità di business online non può prescindere dal fare i conti con l’indicizzazione di Google.

Chissà se Page e Brin, fin dall’inizio, avevano compreso ciò che sarebbe accaduto, la bomba che avevano tra le mani.

Google Inc. oggi detiene anche la proprietà del sistema Android, il più diffuso sistema operativo per Smartphone e Tablet che vanta milioni di applicazioni e spinge un’economia che vale miliardi di dollari. Gestisce l’estensione email più diffusa al mondo, controlla mappe stradali e satellitari.

La società californiana ha invaso tutti i settori del digitale sviluppando App che offrono contenuti musicali, video, podcast ecc.

In questi venti anni non sono mancati i problemi, primo fra tutti quello relativo alla privacy. Non sono mancate nemmeno le multe milionarie, che in alcuni casi hanno risanato le casse dei vari governi che si sono scagliati contro il colosso del web.

Sta di fatto, comunque, che, per molti, i benefici superano i rischi legati alla privacy. Gli utenti, pur di utilizzare il web sono disposti anche a rischiarla. Nella percezione comune, l’azienda californiana è comunque sinonimo di affidabilità e tutela degli utenti.

Quali saranno gli sviluppi futuri? Dopo il flop delle auto senza guidatore (chissà se verrà ripreso il progetto) risulta difficile immaginare le possibilità che verranno offerte al popolo della rete nell’immediato. Quella dell’intelligenza artificiale resta la più affascinante.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!