La ricetta per dimagrire: ecco qual è il segreto

Dieta perdere peso orari pasti

Se digitiamo su internet diete per perdere peso veniamo subissati da molteplici risultati. Si tratta in effetti di una chiave di ricerca molto gettonata sul web. In particolare negli ultimi anni è mutato l’approccio a questo tema da parte degli esperti, dietologi e nutrizionisti.

Al giorno d’oggi più che al consumo delle calorie in se, si dà sempre più importanza agli orari dei pasti. Si tratta di un filone di ricerca relativo al digiuno intermittente, che secondo gli esperti, migliorerebbe il metabolismo e rafforzerebbe anche il sistema immunitario. Inoltre riuscirebbe a rallentare il processo di invecchiamento.

In questo senso gli orari dei pasti potrebbero rappresentare una nuova indicazione utile ai fini del dimagrimento. In particolare è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Surey, secondo cui posticipando la colazione di un’ora e mezzo e facendo lo stesso con la cena, senza cambiare le proprie abitudini alimentari, si perderebbe il doppio del grasso rispetto a chi invece non cambia l’orario di colazione e cena.

Perdere peso cambiando orari pasti: i risultati dello studio

Vi è da dire che si tratta di un piccolo studio che ha preso in esame 13 persone ed ha avuto la durata di 13 settimane. Di queste, 7 hanno cambiato gli orari dei pasti mentre le restanti hanno continuato a seguire le solite abitudini. Pertanto ricercatori consiglierebbero di non fare colazione prima delle 10 e di cenare intorno alle 18. Secondo gli autori dello studio, l’orario dei pasti, oltre ad avere una influenza sul metabolismo, indurrebbe anche a mangiare meno, in quanto diminuisce l’appetito.

Secondo Susan Carnell, assistente professore di psichiatria e scienze comportamentali del Johns Hopkins Medicine, seguire una dieta a tempo limitato offrirebbe dei benefici tuttavia sarebbe difficile da rispettare. In particolare per Carnell saranno necessari studi più ampi per testare la validità di questi risultati. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Nutritional Sciences.

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