La morte non deve essere un tabù. È giusto parlarne ai bambini

La morte è un argomento che tendiamo ad allontanare: il solo pensiero ci mette i brividi, perciò cambiamo discorso e facciamo in modo di proteggere i più piccoli, segregando la morte tra gli argomenti tabù. Eppure, i bambini devono sapere per poter crescere.

I bambini iniziano a interrogarsi dai tre anni

I bambini iniziano a interrogarsi e a capire la differenza tra chi c’è e chi non c’è più dai tre anni di vita. È già possibile per loro comprendere la sofferenza che si genera attorno alla perdita di un familiare, o di un animale domestico; tuttavia tale perdita viene considerata da loro come temporanea. È dai sette/otto anni che i bambini cominciano a interiorizzare il lutto e, spesso, reagiscono al dolore con pianti o gesti di rabbia. Successivamente riusciranno a spiegarsi la morte come la fine delle funzioni vitali e soltanto dagli undici anni essi potranno pensare alla morte come fanno gli adulti.

È giusto fornire loro risposte circa la morte

È giusto tentare di risolvere i dubbi dei più piccoli circa la morte. Potremmo servirci di alcune storie, di racconti fantasiosi, o di libri illustrati per fare in modo che i bambini assorbano il nostro messaggio attraverso un linguaggio semplice e a loro familiare. Ciò che conta è non deviare il discorso e affrontare la morte come un componente fondamentale della vita. La nostra spiegazione, certo, dipenderà molto dal nostro particolare credo e filosofia di vita, ma è indispensabile parlare della morte in relazione alla vita. Una fine inevitabile delle funzioni vitali secondo un ciclo naturale.

Vivere appieno i nostri giorni e ricordare i nostri cari e i nostri animaletti

I bambini dovrebbero comprendere l’importanza di ogni singolo giorno e gli adulti dovranno spronarli a vivere appieno la loro vita. I più piccoli potranno assistere alla perdita di nonni e di animali domestici, ma sarà importante comunicare loro la forza del ricordo e la necessità di celebrare la dipartita attraverso un rito funebre: esso aiuta nell’accettazione della morte. Insomma, se eviteremo il discorso sulla morte non proteggeremo i più piccoli; al contrario non li aiuteremo a crescere e ad affrontare la realtà della vita.