Niccolò Bettarini il figlio di Simona Ventura nei guai: “Le intercettazioni dopo l’aggressione…

Ventura

Brutta storia per Simona Ventura e Stefano Bettarini, dalle intercettazioni del figlio Niccolò non sono buone nuove quelle che si apprendono

Il figlio di Simona Ventura, Niccolò Bettarini, fa di nuovo parlare di sé, questa volta per delle sospette intercettazioni.

Niccolò la verità sull’aggressione

Intercettazioni choc quelle di Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, coinvolto qualche settimana fa in un’aggressione fuori alla discoteca Old Fashion di Milano. Ecco alcune delle parole choc rivelate dall’intercettazione:

«I capi della curva dell’Inter sono venuti da me, mi hanno detto che a San Vittore hanno fatto picchiare i miei aggressori, li hanno fatti gonfiare come le prugne sia dagli sbirri che da quelli dentro».

Era una telefonata che il giovane Betta ha fatto nei giorni in cui il ragazzo era in ospedale.

Le telefonate del figlio di Simona

Bettarini nella telefonata parlerebbe con un amico e, come riassumono gli investigatori, i due fanno riferimento a un ultrà dell’Inter:

«che vuole parlare e sapere chi è stato ad aggredirlo».

E Niccolò propone all’amico:

«di aspettare qualche giorno poi gli farà sapere quando possono incontrarsi».

Parlando al cellulare con un altro amico, il giovane Bettarini racconta per filo e per segno come è avvenuta la lite. Conferma di nuovo quanto emerso nella prima intercettazione. Niccolò racconta all’amico che, una volta usciti dalla discoteca dopo la nottata, una sua amica lo aveva chiamato per dirgli che stavano picchiando uno dei loro. Lui dice:
e «io vedo tre ragazzi che sono intorno ad Andrea … allora sai come sono fatto io».
E l’amico conferma:

«Sì infatti, quello lo immaginavo».

Niccolò:

«Ho corso eh … e poi boh si avvicina sto albanollo e mi dice ‘tu c’hai gli orecchini come i mieì (…) mi ha dato il buffettino in faccia, io gli ho dato un cartone».

L’amico:

«Tu come al solito reagisci di m….».

Il 19enne ancora:

«E poi boh, me ne sono trovati quindici addosso».

Racconta poi di aver visto la sua amica «piena di sangue». Ora nei prossimi giorni, dopo il deposito delle istanze delle difese, verrà fissato il processo con rito abbreviato per i quattro: Davide Caddeo, difeso dal legale Antonella Bisogno, Alessandro Ferzoco, difeso dall’avvocato Mirko Perlino, e gli albanesi Andi Arapi (con l’avvocato Simona Uzzo) e Albano Jakei (con il legale Daniele Barelli).

La difesa di Ferzoco ha già chiesto al gup Guido Salvini l’acquisizione delle cartelle cliniche per valutare l’entità delle lesioni rispetto all’accusa formulata e la testimonianza in aula di Bettarini (parte civile nel processo) sulla ricostruzione di quanto accaduto. Condizioni dell’abbreviato su cui il gup dovrà decidere.

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