Ponte Morandi: il dramma degli sfollati

Ponte
Morandi, il ponte e il retroscena

Ad un mese dalla tragedia del ponte Morandi, molte persone sono ancora senza casa. Le testimonianze a Mattino Cinque.

Mattino Cinque ha aperto la nuova stagione occupandosi, nella prima puntata di lunedì 10 settembre, del crollo del ponte Morandi che il 14 agosto scorso ha causato 43 vittime. Una tragedia che ha aperto inchieste, alimentato polemiche e attirato l’attenzione di tutto il mondo.

Ponte Morandi: le testimonianze degli sfollati

Francesco Vecchi, conduttore di Mattino Cinque, che si occupa principalmente di Politica e Cronaca, ha voluto intervistare una famiglia di Genova che abitava proprio sotto il ponte. A colpire in particolar modo la testimonianza di una nonna, la signora Liliana, la quale ha raccontato:

Quella mattina è stato orribile. È peggio della guerra. Se potessi tornare a prendere le mie cose, prenderei il mio letto. Mi manca tutto della mia casa perchè ci stavo bene, perchè le mie figlie sono nate lì, si sono sposate lì.

Insomma, direttamente o indirettamente l’appello che si leva è quello di fare presto, di avere in tempi brevi una nuova casa.

Ponte Morandi: le parole di Giovanni Toti, governatore della Liguria

Alla domanda del conduttore su come si stanno muovendo le autorità per risolvere la situazione degli sfollati, Giovanni Toti, ospite in studio, ha risposto:

su 262 nuclei familiari, nei giorni scorsi, 130 hanno avuto una casa. Stiamo facendo il possibile per ristrutturare delle case da mettere a disposizione in tempi record. Il Comune sta anticipando i soldi, mentre attende quelli di Roma, gli indennizzi, il contributo dalla Protezione Civile.

Ponte Morandi: Giovanni Toti fa un appello al governo

Il governatore della Liguria ha parlato di tempi record, ma non ha nascosto una certa preoccupazione nell’operato del governo:

La mia preoccupazione è che le guerre ideologiche di Roma possano rallentare anche di un’ora le risposte che queste persone meritano di avere. In tempi rapidissimi bisogna avere la costruzione di un ponte che permetta alla città di crescere e di offrire posti di lavoro. Magari sarebbe anche opportuno che mandassero i 30 milioni.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!