Diego Armando Maradona finisce di nuovo nei guai: ecco in che pasticcio s’è cacciato

Diego Armando Maradona finisce di nuovo nei guai

L’ex giocatore del Napoli è finito ad allenare una squadra messicana legata ai narcos, il cui proprietario è un miliardario che addirittura fa colazione a base di pene di tigre.

Dopo un lungo stop, Diego Armando Maradona è di nuovo allenatore di una squadra di calcio. Si tratta del Dorados di Sinaloa, una squadra nata solo quindici anni fa e che attualmente si trova terz’ultima nella classifica di Serie B messicana. Qualche giorno fa il Pibe de Oro ha fatto la sua prima conferenza stampa anche se l’ex calciatore non era in condizioni ottimali. Successivamente Diego Armando Maradona ha diretto il primo allenamento in campo e addirittura ha fatto un balletto a piedi nudi sull’erba.

Diego Armando Maradona: i suoi problemi con la droga e lo scompiglio con i suoi nuovi vicini 

Tutto bene se non fosse che lo Stato di Sinaloa viene associato sempre al narcotraffico. E proprio l’arrivo di Diego Armando Maradona nella squadra messicana ha fatto tornare in mente i problemi legati all’ex campione. Infatti quest’ultimo, durante la conferenza stampa ha parlato della sua forte dipendenza dalla cocaina.

Ma l’arrivo dell’ex calciatore ha creato un po’ di scompiglio nel quartiere dove andrà a vivere. Il motivo? I residenti non lo vogliono come vicino perché porterebbe solo caos in una zona estremamente tranquilla. A quanto pare Diego Armando Maradona si è messo in un guaio.

La confessione di Diego Armando Maradona 

“È da quando ho smesso con le droghe 15 anni fa, grazie alle mie, che dicono che non avrei fatto più nulla nella mia. Oggi voglio vedere il sole, andare a letto la sera. Prima non sapevo nemmeno cosa fosse un cuscino”,

ha dichiarato Diego Armando Maradona. Quest’ultimo, inoltre, ha affermato di non essere arrivato al Dorados per fare una vacanza. Il suo unico obbiettivo è portare questa squadra di calcio alla salvezza e successivamente puntare la promozione alla massima serie.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!