Smog: stimate almeno 8,9 milioni di vittime ogni anno

Aumentano le morti da smog, registrati in tutto il mondo dati allarmanti.

Smog: l’appello a inizio 2018

L’Agenzia Europea dell’Ambiente aveva comunicato nel mese di febbraio di quest’anno dati veramente scioccanti. Purtroppo, in Europa a primeggiare con il numero di decessi da smog è proprio l’Italia che ha raggiunto 84.400 decessi. Sono 30.000 in più di Francia e Regno Unito, 12.000 in più della Germania, nonostante questo Paese ci superi di molto per numero di abitanti. L’eurodeputato grillino Piernicola Pedicini aveva sollevato la questione e fatto un appello:

Ho presentato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea per capire quali misure urgenti intraprendere per far rispettare l’accesso all’informazione e il diritto alla salute dei cittadini.

A distanza di qualche mese la situazione è addirittura peggiorata, non solo in Italia ma in tutte le parti del mondo.

Smog: i dati allarmanti registrati in tutto il mondo

Il rapporto annuale dell’Oms sulla qualità dell’aria reso pubblico prima dell’estate ha fatto emergere il fatto che 9 persone su 10 respirano aria inquinata in tutto il mondo. Lo smog è generato da polveri sottili, metodi di riscaldamento o di cottura, i fumi di scarico generati dalla circolazione di automobili e tir, produzione delle industrie. Lo smog uccide più di Aids, Tbc, diabete e incidenti d’auto sommati insieme. È causa del 24% delle morti di infarto, 25% degli ictus, 29% di tumori ai polmoni.

Ma i dati allarmanti non finiscono qui. È stato certificato che il 7% delle vittime sono bambini e ragazzi al di sotto dei 15 anni. Dati che sono destinati a crescere. Le zone maggiormente colpite dall’inquinamento sono il sud-est asiatico e il Pacifico Occidentale, che registrano più di 2 milioni di morti dei 7 milioni totali all’anno.

Smog: nuovi studi rivelano dati inquietanti

La rivista Pnas ha recentemente dichiarato che i decessi per inquinamento in realtà sarebbero 8,9 milioni. L’incredibile rialzo dei dati è spiegato molto bene da Francesco Forastiere, direttore del dipartimento di epidemiologia della Asl di Roma:

A differenza di quanto accadeva in passato, abbiamo potuto includere i risultati di nuovi studi condotte in aree molto inquinate, come ad esempio la Cina. Inoltre, le stime precedenti consideravano soltanto i decessi legate a malattia ischemiche, ictus, tumore al polmone, infezioni respiratorie ed enfisema. Oggi però sappiamo che l’inquinamento favorisce anche altre patologie, malattie neurologiche, diabete, tumori di altro tipo, che sono state quindi incluse nell’analisi.