Matteo Salvini, la rivelazione imbarazzante di un’amica di liceo: “Aveva nel diario una…

Salvini

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, con questa indiscrezione fornita da Maria Luisa Godino, un’amica di liceo conferma di essere sempre coerente

Maria Luisa Godino, un’amica di Matteo Salvini, racconta degli anni del liceo insieme al Ministro dell’interno e di come lui sia sempre stato coerente con se stesse.

Salvini, coerente fino in fondo

Se c’è una cosa che non si può criticare al Ministro dell’Interno Matteo Salvini è la coerenza. Lo dimostra anche la testimonianza di una sua vecchia amica di liceo Maria Luisa Godino, oggi avvocato, ma ai tempi compagna del liceo dell’uomo che oggi è per tutti noi il ministro dell’Interno.

Si sono rivisti per caso, alla Berghem Fest di Alzano Lombardo, grazie a Gianluca Boari, il consigliere leghista che ha riunito i due. Maria Luisa rivela un particolare piuttosto imbarazzante ma anche molto utile per capire fino in fondo la personalità del vicepremier leghista.

Il racconto di Maria Luisa Godino

“La Godino ha raccontato:

Già all’epoca era un leghista. Una volta gli rubai il diario e lui non aveva foto di modelle come tutti gli altri, ma la foto di Bossi. Ha dato la sua vita alla politica quindi si merita tutto quello che è riuscito a fare, potrebbe diventare anche premier, non gli manca nulla”.

C’è però chi continua a dare a Salvini del razzista, a rispondere ci pensa la sua ex compagna di classe, sicuramente lo conosce meglio di chi si limita a puntare il dito contro di lui:

“Non è mai stato un classista o razzista. Io sono terrona, vivevo in periferia, ero figlia di un impiegato postale. Eppure mi regalava le cassette di De Andrè”.

I due sono stati nella stessa classe del Manzoni dal 1989 al ’92. Poi scherzosamente afferma:

“Finalmente mi ha chiamata per nome, a scuola usava chiamarsi per cognome”

L’avvocato fa un ritratto più che positivo del leader del Carroccio:

“Matteo era bravo, brillante ed intelligente, ma senza essere un secchione. Brillava senza dare l’idea di essere uno che studiava. Aveva 7 ovunque, pure in condotta. Il suo essere schietto spesso lo puniva, soprattutto con le insegnanti di sinistra alle quali lui tranquillamente diceva: autori meno rossi no?”.

Un temperamento davvero forte, riflesso della persona che è oggi.

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