Bologna, la tubercolosi torna a far paura: 67 casi in 6 mesi nel 2018

Tubercolosi batterio infezione

I dati emergono da una interrogazione di Forza Italia in regione. Nei primi 6 mesi di questo 2018 a Bologna si sono registrati 67 casi di tubercolosi. Di questi 31 sono i pazienti presi in cura dal Policlinico Sant’Orsola e 36 invece affidati alla Ausl. Si tratta quindi di una recrudescenza preoccupante di una malatia infettiva che si riteneva ormai debellata da anni.

Tubercolosi a Bologna: gli ultimi dati

Tuttavia già il 2017 si è rivelato un anno non facile per il capoluogo emiliano sotto questo aspetto: l’anno scorso in particolare 104 casi si sono registrati alla Ausl e 89 al sant’Orsola. Tuttavia si notano dei cambiamenti nella diffusione della malattia. Ad esempio se fino all’anno scorso risultavano soprattutto i cittadini stranieri ad essere colpiti dal batterio, adesso invece l’infezione comincia diffondersi anche tra gli italiani.

Basti tener conto di un dato statistico: dei 193 pazienti contagiati dalla tbc nel 2017 solo 35 risultavano essere italiani. Ad oggi invece l’Ausl di Bologna ha registrato 11 italiani affetti da tubercolosi e 25 stranieri. Mentre i dati del Sant’Orsola riferiscono che dei 31 pazienti ammalati 20 sono stranieri e 11 italiani.

Stando a quanto riportato da Il resto del Carlino, così commenta questi dati il deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami:

“Una recrudescenza legata all’immigrazione, con i casi che aumentano di pari passo con i flussi migratori”

In particolare Bignami focalizza l’attenzione sull’hub di via Mattei e stigmatizza le modalità di prima accoglienza:

“I migranti, una volta sbarcati in Italia, vengono sottoposti a una prima visita sanitaria sommaria  Tuttavia, i veri controlli vengono effettuati una volta smistati nei centri di accoglienza nelle varie regioni, tra cui quello bolognese, dove vengono sottoposti ad accertamenti più approfonditi. Una questione che ha un costo, sia in termini sanitari, come si evince dai dati sulla tbc, che economici”