Mercificazione e Strumentalizzazione della donna

Molto spesso cartelloni e spot pubblicitari  sono associati a immagini di belle donne, raffigurate in pose seducenti, con il chiaro scopo di attirare l’attenzione del pubblico maschile sul prodotto reclamizzato. Tali immagini sono, ormai, cosi diffuse che è diventato quasi la normalità vederle affisse per strada.

Talvolta, però, vengono utilizzati riferimenti sessuali espliciti e immagini di donne assoggettate e strumentalizzate con scopi puramente commerciali, nella totale mancanza di rispetto verso il corpo e la dignità femminile.

Sotto riportiamo alcuni esempi dei più eclatanti.

Cartellone pubblicitario in cui si pubblicizza un negozio con un chiaro riferimento all’atto sessuale. 

Compagnia di traghetti che invita a “sedersi” nelle proprie navi, indicate con una poetica metonimia. 

Un classico: lo stereotipo più antico del mondo sul sesso femminile. Ancora una volta usato per guadagnare. 

Con questo si sale di livello: un “simpatico” gioco di parole tra il nome del vino decantato e l’oggetto di desiderio del corpo femminile. 

E per concludere un altro classico: la donna assoggettata all’uomo. Stereotipo vecchio di secoli riproposto in chiave moderna. 

Quelli appena proposti sono solo dei piccoli esempi di un fenomeno che si sta diffondendo a dismisura, nella completa strumentalizzazione del sesso femminile, da sempre considerato il sesso “debole”, ma che ha, in secoli di lotte, conquistato la parità di diritti.

Ma a cosa serve una parità di diritti legale se la mentalità sociale etichetta ancora la donna allo stesso modo? Ovviamente gli stereotipi si sono modificati, ma non nel contenuto, bensì nella forma.

Nel 2014 non incontreremo mai una persona che, come 50 anni fa, dichiari che la donna debba stare in casa ad accudire figli e marito, ma possiamo vedere in ogni angolo della strada delle velate manifestazioni di un maschilismo ancora vigoroso.

In una società in cui ci si scandalizza per le forme di razzismo più disparate, si rimane ciechi davanti ad un cosi chiaro ed evidente sessismo, indice di una mentalità bigotta e antica.

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Serena Roggi: "Voglio diventare poliglotta" cantavano allo Zecchino d'Oro anni fa. Ne ho fatto il mio motto. Studio lingue e mi interesso di musica e arte. Ho una mente che produce sogni che metterebbero in difficoltà Freud. Devo ancora capire se sia un pregio o un difetto. Intanto ci scrivo su. WARNING: NON sono gradite copie, al massimo CITAZIONI. Thank's!