Registrare la chitarra acustica – Tecniche microfoniche

Chitarra Acustica Yamaha F310

Tecnica di base

La chitarra acustica, genera un’ampia gamma di frequenze che parte da sotto i 100 Hz, sino ad arrivare anche oltre il limite dell’udito umano.
Gran parte del suono si irradia frontalmente dal piano armonico; la buca dello strumento, contribuisce a emettere la parte bassa delle componenti armoniche.
La gran parte delle frequenze è presente nel transitorio di attacco.
Utilizzando per la ripresa un microfono a condensatore, otterremo quindi, un suono molto potente all’inizio (attacco) ma meno potente nelle fasi di sostegno e decadimento.
Questo squilibrio può essere attenuato diminuendo l’enfasi dell’esecuzione o impiegando un buon microfono dinamico il quale attenuerà il transitorio.

Le componenti basse emesse dalla buca della chitarra acustica, sono fondamentali per rinforzare il suono generale, ma potrebbero risultare un ostacolo in fase di ripresa microfonica.
Ma man che si avvicina il microfono alla buca della chitarra, le componenti basse vengono maggiormente enfatizzate.
Tale fenomeno è in parte dovuto all’effetto prossimità del trasduttore stesso.
La tecnica di direzionare il microfono verso la buca, si nota spesso durante i live.
La ragione di tale posizionamento è data dal fatto che in ambienti molto rumorosi, come può essere un palco, si tende a sfruttare la zona della chitarra dove il livello di suono è maggiore, eliminando le frequenze al di sotto dei 100 Hz spesso fastidiose.

In ambito casalingo l’utilizzo di un solo microfono è certamente più semplice; tuttavia più si avvicina il microfono alla chitarra, meno del suono globale si riuscirà a captare.
Il posizionamento base per la ripresa del suono di una chitarra acustica con corde metalliche, vede il microfono puntato verso la fine della tastiera tra il 17°/18° tasto, a mezza via tra il bordo della buca e il bordo del corpo e ad una distanza di 30 cm circa.

Punteremo poi, il microfono, leggermente più verso destra (paletta) o più verso la buca, per alleggerire  o ingrossare il suono.
Se utilizziamo un microfono direzionale e vogliamo allargare la zona di ripresa, dobbiamo allontanarlo dalla fonte.
Con un microfono omnidirezionale potremo, invece, avvicinarvi ulteriormente, dato il più ampio campo di ripresa di questo trasduttore, continuando comunque ad avere un suono equilibrato e sufficiente ambienza.
Un altro posizionamento di base vede il microfono posto davanti alla buca ma puntato verso la fine della tastiera.
Tale collocazione mettere in evidenza il clicking del plettro o il rumore delle unghie.

 

Microfonatura stereofonica

La microfonatura stereofonica offre risultati sicuramente migliori di quella a microfono unico, ma implica la necessità di avere in dotazione due trasduttori.
Nella microfonatura stereofonica vengono impiegati microfoni matched, cioè perfettamente uguali: progettati e costruiti per lavorare in coppia.
Nella ripresa sterefonica è necessario osservare la regola del 3 a 1.
Questa regola va adottata per evitare il problema della fase, che si incontra quando si usano due o più microfoni per catturare la stessa fonte sonora.

Quando si accoppiano i segnali provenienti dai microfoni in gioco, può accadere che alcune frequenze vengano a cancellarsi del tutto (opposizione di fase) o a raddoppiare il volume (perfettamente in fase) falsando il risultato.
Per evitare ciò, nel posizionare i microfoni, faremo in modo che la distanza tra i due microfoni sia almeno tre volte la distanza di uno dei microfoni dalla fonte: se i microfoni sono posizionati a 20 cm di distanza dal piano armonico della chitarra, gli stessi devono essere distanziati fra loro di 60 cm.

 

Tecnica stereofonica tradizionale

Nella tecnica stereofonica tradizionale, il primo microfono va posizionato all’altezza della tastiera e puntato verso il 17° tasto, a una distanza di circa 15/20 cm dalla tastiera stessa; il secondo microfono va posizionato parallelamente al primo, alla stessa altezza da terra e puntato verso il ponte, a 15/20 cm di distanza da esso.
Dopodiché bisogna aprire i due microfoni verso l’esterno di circa 15/20 gradi, in modo che il primo punti verso il 10° tasto e il secondo quasi verso la fine del corpo dello strumento.

Questo tipo di posizionamento dà come risultato un’immagine stereofonica molto larga, ricca di dettagli, ma mancante di pienezza.
Per un suono più corposo, possiamo stringere i microfoni, diminuendo la distanza fra loro e diminuendo anche la distanza tra i punti di cattura.
Fate attenzione che questo nuovo posizionamento, non infranga la regola del 3 a 1.

Ripresa stereo della chitarra acustica

 

 

La tecnica XY

Nella tecnica stereo XY, detta anche a microfoni convergenti,  non vale più la regola del 3:1.
I microfoni vanno entrambi posizionati all’altezza del 17° tasto, a una distanza di circa 30 cm dalla tastiera.
Le capsule dei microfoni vanno posizionate vicinissime, quasi a toccarsi: una puntata verso la buca, l’altra puntata verso la tastiera in modo che formino un angolo di circa 30 gradi.
Questa tecnica restituisce un’immagine stereofonica abbastanza stretta ma interessante: i bassi e gli acuti sono entrambi enfatizzati.
Aumentando l’angolo che formano i corpi dei microfoni, si ottiene un allargamento della stereofonia.

 

La tecnica di ambienza

Consiste nel posizionare un microfono cardioide come per la microfonatura mono ed uno omnidirezionale o ipercardioide, puntato verso il ponte dello strumento ad una distanza di almeno 50 centimetri.
Questa tecnica è indicata nel caso in cui i brani siano eseguiti dalla sola chitarra.

Ripresa ambientale della chitarra acustica

Tecnica Mono-Stereo

La tecnica Mid-Side, prevede l’utilizzo di un microfono cardioide o ipercardioide e di un microfono stereofonico, che offra l’opzione: figura a 8.
Registrando separatamente il materiale catturato dai due microfoni (uno su un canale mono, l’altro su un canale stereo), durante il mixaggio avremo la possibilità di gestire al meglio l’ampiezza dell’immagine stereofonica.

Rpresa Mid-Side della chitarra acustica

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