Cristina D’Avena senza vergogna: ‘Mi piace farle vedere a…’

Cristina D'Avena

La popolare cantante si confessa al settimanale di gossip ‘Chi

In tutti questi anni Cristina D’Avena ha fatto compagnia a diverse generazioni grazie alle sue canzoni e sigle dei cartoni animati. Nonostante l’artista interpreta dei brani dedicati principalmente ai bambini, viene considerata un sogno erotico di molti uomini. A rivelarlo è lei stessa attraverso una’intervista che ha realizzato qualche giorno fa. Andiamo a vedere cosa ha dichiarato.

Cristina D’Avena è il sogno erotico di molti italiani

Cristina D’Avena ha iniziato a cantare a soli 4 anni, precisamente allo Zecchino D’Oro con la celebre canzone ‘Il valzer del Moscerino’. Sono passati 50 anni ma lei è ancora nel cuore degli italiani, grandi e piccini.

Intervistata da ‘Chi’, il magazine di gossip diretto da Alfonso Signorini, Cristina ha affermato che è consapevole di essere il sogno erotico di molti italiani perché glielo hanno scritto sui social. La cosa la lusinga moltissimo, perché essendo femmina fanno sempre piacere i complimenti da parte degli uomini.

“Anche se, leggendo certi commenti che ricevo mi dico: ‘Ammazza, e pensare che canto i Puffi!’. Chissà cosa sarebbe accaduto avesse cantato ‘Boys Boys Boys’…”,

ha dichiarato la cantante.

Cristina D’Avena: ‘Non mi metterò mai nuda’

Cristina D’Avena che ha ben 54 anni, ha dichiarato anche che nei suoi concerti molti fan le gridano di uscirle fuori. Inoltre la donna ha affermato che è fiera delle sue forme:

“Mi piace far vedere le cose belle che ho. Quella è tutta roba mia, merito della mia mamma. Non mi avrà fatto 1 metro e 80 ma il mio volume ce l’ho e guai a chi si azzarda a dire che è rifatto”.

Anche se si sente sexy, Cristina D’Avena ha messo in chiaro una cosa, ovvero che non si metterà mai nuda. Infine ha speso delle belle parole per il movimento LGBT affermando che l’amore non conosce sesso, religioni e colore della pelle.

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Calogero Latino: Non c’è niente di speciale nella scrittura. Devi solo sederti davanti alla macchina da scrivere e metterti a sanguinare. (Ernest Hemingway)